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La prima web TV interamente dedicata al turismo: benvenuta Turismolive!

16 dicembre 2011

Nasce per fare informazione e promozione nel turismo, ambisce a non avere confini geografici, fonda le sue aspirazioni di espansione su una rete di giovani esperti di comunicazione presenti in tutte le regioni italiane, punta ad essere interattiva e a utilizzare contenuti prodotti dai turisti, sarà in grado di produrre video guide per la promozione di destinazioni, servizi e  territori.


Se vi state domandando chi può coltivare un progetto così ambizioso vi rassicuro subito che non ci sta dietro nessun grosso magnate della comunicazione. Il progetto è quello di TurismoLive, prima web TV interamente dedicata al turismo e l’idea è  di un gruppo di giovani di Ravenna con varie competenze di comunicazione e marketing. La nota più “pericolosa” che li contraddistingue è la passione per il web 2.0  e la voglia di usarlo per dare gambe, respiro e futuro al loro progetto imprenditoriale.

Oggi hanno presentato il sito e tutto ciò che desiderano essere e diventare in conferenza stampa ospiti dell’hotel Diana di Ravenna: emozioni, ringraziamenti di rito e saluto dell’assessore comunale del turismo per dare il via a un’avventura che punta a fare di TurismoLive la web tv italiana di riferimento del settore turistico.

TurismoLive si compone di quattro parti:

-        Turismo news, con lo spazio a informazioni, notizie su eventi, fiere, trend etc.

-        Videoguide, prodotte dalla redazione per la promozione di strutture, città, territori

-         Video&Tourism, con una selezione dei video più belli realizzati per la promozione turistica

-        TuristaLive, area dedicata ai contenuti prodotti dai turisti.

Ma il modello di business di TurismoLive su cosa si basa? Insomma dov’è che TurismoLive “guadagna”? Se non ho capito male  la produzione di informazione della redazione guidata dal giovane Matteo Cavezzali sarà sostenuta dagli introiti per la realizzazione di video guide o servizi promozionali. Informazione free e promozione a pagamento insomma.

A me l’idea è piaciuta molto e con piacere faccio un grande in bocca al lupo a Elenora Polacco, Joseph Franzo, Matteo Cavezzali e Melissa Lama e colgo anche l’occasione di ringraziarli per il servizio che a ottobre hanno realizzato su Ravenna Future Lessons intervistando Roberta Milano e alcuni altri protagonisti dell’evento.

Ravenna Future Lessons 2011 from TurismoLive! on Vimeo.
intervista a Roberta Milano realizzata da TurismoLive in occasione di Ravenna Future Lessons 2011

Intervista alla blogger Roberta Milano from TurismoLive! on Vimeo.

Istituzioni che ascoltano: nasce il progetto “il turismo che vorrei in Liguria”

14 dicembre 2011

Condividendo logiche e valori del bollino Timu per l’imformazione in rete dichiaro subito che Il turismo che vorrei in Liguria è un progetto ideato dallo Studio Giaccardi & Associati (di cui sono socia) per l’Assessorato al Turismo della Regione Liguria. Detto questo vi racconto di cosa si tratta.

Si fa un gran parlare del web 2.0 come luogo di ascolto, condivisione e partecipazione. Ma poi con queste finalità non sono tanti ad usarlo e tanto meno le istituzioni.  Per questo credo sia una bella notizia il fatto  che un assessore al turismo abbia la volontà e il coraggio di usare il web come luogo di ascolto aperto e trasparente dove far convergere idee, proposte e suggerimenti per elaborare il piano turistico triennale della sua regione (cioè un documento programmatico in cui si pianificano azioni, obiettivi, risorse per lo sviluppo turistico di un territorio).

L’assessore in questione è quello della Regione Liguria  e si chiama Angelo Berlangieri: coraggio e volontà, dicevo, perché se metti a disposizione uno spazio aperto al confronto è ovvio che ti esponi pubblicamente anche alle critiche. Ma chi conosce le logiche del web 2.0 sa bene che se critiche devono essere almeno che avvengano dentro uno spazio “presidiato” dove cioè ci sono persone pronte ad ascoltare e rispondere. Per questo dietro al blog Il turismo che vorrei in Liguria c’è un comitato di Redazione composto da tecnici e dirigenti dell’assessorato al turismo organizzato in modo che, ognuno per le proprie competenze, risponde o propone nuovi argomenti di confronto. Continua a leggere…

Io accetto le regole di Timu dell’informazione in rete: bollino blu o colorato che sia.

13 dicembre 2011

Accuratezza, imparzialità, indipendenza e legalità: quattro regole o quattro valori di riferimento proposti dall’Associazione <Ahref come metodologia di lavoro condivisa fra quanti vogliono collaborare a Timu, piattaforma di giornalismo partecipativo o di informazione civile.  L’idea di autocertificare il proprio modo di fare informazione in rete, complice anche l’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, è destinato a diventare un argomento di discussione fra molti blogger.  E’ ovvio che su questo argomento ci sarà una levata di scudi di tutti i blogger pronti a rivendicare il proprio diritto a scrivere come e cosa gli pare: e al diavolo soprattutto l’imparzialità, anzi! Per molti aprire un blogger significa proprio poter scrivere liberamente, senza dover rendere conto a nessuno e “senza alcuna regola” se non quelle dettate dalla coscienza (a anche su questo ci si può passare sopra e via andare).

Però a me questa storia del “bollino” mi è proprio piaciuta e condivido la definizione di Luca de Biase che ne ha parlato come di “un atto di generosità nei confronti dei lettori” .

Penso che essendo appunto una scelta libera, e non un’imposizione normativa (e quest’anno qualche rischio lo abbiamo corso!), abbia un grande valore civile  e sia perfettamente in linea con i valori che ci fanno apprezzare l’ecosistema del web 2.0.In pratica non ci viene chiesto di censurarci e neppure di essere distaccati dai fatti o di rinunciare a una cifra stilistica personale. Il bollino è un invito a essere accurati nel raccontare le storie,  essere imparziali cercando di raccontare  un fatto tenendo presenti diversi punti di vista senza rinunciare al nostro, essere indipendenti o comunicare quando non lo siamo e infine rispettare le leggi in tema di privacy e tutela delle libertà fondamentali.

Io sento di poterlo fare e spero che lo facciano molti bravi blogger che conosco e seguo da tempo. È  un modo per rendere trasparente ai lettori come e perché siamo arrivati a scrivere ciò che loro stanno leggendo e che in qualche modo li  condizionerà, modificherà le loro opinioni contribuirà ad aumentare le loro conoscenze. Mica poco rispetto all’impegno richiesto, no?

Qui la pagina di Timu dedicata al metodo per la qualità dell’informazione in rete.

 

La realtà aumentata nella città d’arte. Ne parliamo domani a Ravenna.

29 novembre 2011

Domani pomeriggio alla Sala Planetario di Ravenna alle 16.00 sarò relatrice nel forum organizzato dall’ACLI intitolato “Nuovi scenari tecnologici: la realtà aumentata delle città d’arte al servizio della candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019″.

Dopo la mia relazione ci sarà un dibattito con l’assessore al turismo di Ravenna Andrea Corsini, il presidente del Gruppo turismo di Confindustria e il consigliere di Federalberghi Confcommercio. In chiusura l’intervento della brava Eleonora Polacco (Atelier Territorio) che con Joseph Franzò presenterà il progetto TurismoLive! Spero davvero di riuscire a sentire tutti gli interventi anche se ho già avvertito la presidente ACLI Antonella Barozzi (ideatrice e blogger di Living Ravenna) che alle 18 dovrò scappare per correre al BTO a Firenze.

Il programma è disponibile qua

La realtà aumentata, in particolare in ambito turistico, è un argomento che mi appassiona e ho già avuto modo di palarne pubblicamente in un altro evento a Ravenna organizzato dalla Confesercenti: allora scrissi questo post.

In poco tempo le evoluzioni sono state notevoli e avrò modo di parlarne nell’intervento di domani: intanto noto con piacere che il tema interessa molti e anche se non può essere un’indicatore di attenzione “universale” ho avuto il piacere di vedere proprio ieri che la mia presentazione su SlideShare “La realtà aumentata nella promozione turistica” aveva raggiunto quasi 1000 visualizzazioni!

Naturalmente pubblicherò anche l’intervento di domani che in più avrà un’analisi di cosa serve “aumentare” per sostenere la candidatura di Ravenna a capitale europea della Cultura.

Torna il WHR e quest’anno il programma è davvero notevole

10 ottobre 2011

Al WHR ci sono stata lo scorso anno con tutti gli amici blogger del Progetto WTM. E’ stata davvero una bella esperienza di cui scrissi molto volentieri a proposito dell’intervento di Last Minute, della bella presentazione di Roberta Milano, della sessione moderata da Antonio Maresca con l’intervento di Mario Lupi e della piattaforma Trust You.

Quest’anno il WHR si svolgerà il 21, 22 e 23 novembre sempre a Roma all’Hotel Capannelle e sarà ancora una volta dedicato ai temi del Revenue Management, Web Marketing e Brand Reputation. Si tratta di tre giorni di formazione intensa “particolarmente consigliata” agli albergatori e i costi sono davvero convenienti (169 euro per tutti e tre i giorni).


Il programma è come al solito molto intenso e quest’anno suddiviso in sessioni plenarie, spazi per speech di approfondimento, laboratori operativi e spazi per la presentazione commerciale di prodotti e servizi.

Ogni giorno si focalizza  su un tema di riferimento dove però il revenue management rimane il filo conduttore del confronto. Il programma completo lo trovate qui ma per iniziare a farvi un’idea date uno sguardo a come sono organizzate le giornate. io farò di tutto per non mancare il 23 novembre!

Day one, 21 Novembre – (ore 9.00 – 18.30)
Revenue Master: Hotel Revenue strategico-operativo: trend, strategie e strumenti.

  • The future of Revenue Management
  • Disintermediare intermediando: qual è il giusto equilibrio
  • Parity Rate, realtà o utopia?
  • OTA vs TO

Day one, 22 Novembre – (ore 9.30 – 18.30)
L’applicazione del Revenue in tutti reparti aziendali. Utilizzare la vendita delle camere per guadagnare dagli altri reparti; il Revenue applicato ad altri reparti oltre che al room division?

  • Front e back office: i nuovi profili
  • In-house selling e vendita al front office: questi sconosciuti
  • Oltre il revenue: spa, mice, f&b

Day 3 – 23 Novembre – (ore 9.30 – 18.30)
Web, Social, Brand – Strategy Management: Web, Mobile e Social Media: i risultati del Web e l’impatto sul Revenue; Come il Revenue può sfruttare questi strumenti.

  • Social impact
  • Monitorare, analizzare, comparare, reagire
  • Web Marketing: tradizione vs evoluzione
  • New Technologies: opportunità di vendita

TagSardegnaCamp: nuovi turismi e web 2.0. La Sardegna che mi piace.

9 ottobre 2011

Venerdì 14 ottobre sarò in Sardegna ad Oristano per intervenire al convegno-barcamp: “TagSardegnaCamp: I nuovi turismi e il web 2.0. Una nuova opportunità di marketing territoriale”. Tutti i dettagli sull’iniziativa li trovate qui e qui e per semplicità di consultazione trovate il programma alla fine del post. Nel mio intervento parlerò di web marketing territoriale riportando anche un parte dello ricerca Webbing realizzata dallo Studio Giaccardi & Associati su 20 portali istituzionali europei.

L’evento è organizzato da Giulia Madau, giovane talento della rete che si è formata in quel di Bologna laureandosi in comunicazione pubblica e sociale dopo aver appreso teoria e pratica dei social media (anche) all’interno di TagBoLab, laboratorio di marketing territoriale nel web 2.0 diretto da Michele D’alena. Giulia io l’ho conosciuta un anno fa e nonostante siamo entrambe sarde, ci siamo incontrate per la prima volta a Ravenna Future Lessons dove lei era venuta per la giornata dedicata a web 2.0 e turismo.

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Federico Rampini: #pisapiasentilamia è un esempio di come la democrazia non si esaurisce dopo il voto

7 giugno 2011

Al Festival dell’Economia di Trento nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di parlare con Federico Rampini al quale ho chiesto le sue opinioni sull’iniziativa #pisapiasentilamia nata dalla fervida fantasia e dal senso civico dell’amico Paolo Iabichino, autore di Invertising, direttore creativo in Ogilvy Italia,  e apprezzato nella rete come uno che i social media li usa, li abita e li arrricchisce di idee etiche, creative e partecipate. Ne è nata una mini intervista registrata sul mio iphone e che con piacere condivido con voi.

D. Professor Rampini ieri nella sua conferenza ha parlato dell’analogia tra la campagna elettorale di Pisapia a Milano e quella realizzata da MoveOn per l’elezione di Obama, ci spiega meglio?

Ho colto delle analogie perché Pisapia, come nel caso americano, ha organizzato la sua campagna elettorale aggirando il mezzo televisivo dominato dall’avversario e rivolgendosi a una tecnologia tradizionale come il porta-porta, essenziale per il contatto con i cittadini, e le nuove tecnologie offerte da internet che per una certa generazione di giovani è più importante della televisione.

Ha sentito che proprio in questi giorni su iniziativa di Paolo Iabichino, direttore creativo in una nota agenzia pubblicitaria, è nato un movimento spontaneo che su Twitter sta inondando il sindaco Milano di richieste contrassegnate dall’hashtag  #pisapiasentilamia?

Non lo sapevo ma quel che mi dice mi interessa molto. I movimenti nati dopo le elezioni sono davvero importanti. Questo al contrario è stato il limite che si è sentito dopo la vittoria di Obama perché rispetto alle speranze suscitate durante la campagna, una volta iniziata l’attività di governo molti giovani si sono sentiti tagliati fuori e non più coinvolti. In realtà poi l’amministrazione Obama ha cercato di mantenere dei canali di e-government e dei canali aperti di comunicazione via internet per dialogare con i cittadini, ma hanno funzionato davvero poco. Forse proprio perché queste azioni erano “calate dall’alto”, non facevano più leva sulla spontaneità dal basso. I movimenti dal basso invece continuano a funzionare anche dopo: proprio come il movimento MoveOn che continua a coinvolgere le persone, che ha grande presa sulla civiltà americana e continua ad esercitare sull’amministrazione quella funzione di stimolo continuo a fare meglio.

Ma MoveOn è un movimento organizzato dall’alto?

No assolutamente no, è un movimento dal basso. L’ho visto nascere undici anni fa a Berkley e oggi è un movimento di massa, completamente capillare, decentrato dove non esistono dei capi ma dei portavoce i cui messaggi sono continuamente il risultato di un sondaggio permanente alla base. E’ organizzato esattamente al contrario di un partito politico.

Allora forse la partecipazione dal basso e le iniziative come quella di #pisapiasentilamia possono essere il modo e la speranza per fare un altro tipo di politica?

Certamente: è importante perché è un movimento nato a voto avvenuto e proprio su iniziativa di chi in quel voto ci ha creduto. Uno dei problemi della democrazia è che non si può esaurire al momento del voto. Anche se il risultato del voto ci piace, ci soddisfa, la democrazia non si può fermare qui.

Grazie professor Rampini, anche per aver accettato di parlare con una blogger rinunciando a un’intervista con una “vera giornalista” di Radio 3:)

Per info su MoveOn leggi anche l’articolo di Repubblica 

Nota: dall’intervista ad oggi l’iniziativa #pisapiasentilamia si allargata a macchia d’olio in tutta Italia e sono già tanti i sindaci che hanno il loro hashtag.

La realtà aumentata nella promozione turistica. Il caso Ferrara

30 maggio 2011

Sabato 28 maggio a Ravenna si è svolto il convegno Città d’arte, la realtà è aumentata, promosso dalla Confesercenti Ravenna nell’ambito del programma della Borsa delle 100 città d’arte. Ill convegno,  moderato da Carlo Zauli presidente del gruppo Federpubblicità, è stato dedicato a due argomenti principali: la georeferenziazione, di cui ha parlato Niels Guerrini, responsabile di Cambiamenti web  presentando il progetto Cycler, e la realtà aumentata. A me è spettato il compito di spiegare cosa è e come è utilizzata la tecnologia dell’augmented reality nella promozione turistica introducendo così la presentazione del caso di successo di Ferrara,  presentato magistralmente dalla brava Lucia Ghiglione (servizio turismo della Provincia di Ferrara).

Nel mio intervento ho parlato del  caso  della Toscana (in cui Tuscany + è parte della infrastruttura di comunicazione “Voglio vivere così”) e di Torino, la prima città italiana a taggare monumenti e punti di interesse con i TAG Microsoft.  Il tutto contestualizzato rispetto a quattro dati che ritengo di grande importanza per comprendere senso e utilità di un’applicazione di realtà aumentata per la promozione turistica:

  • 428 milioni di cellulari venduti nel mondo nei primi 4 mesi del 2011: di questi il 23,6 % sono smartphone
  • 16,5 milioni di italiani possiedono uno smartphone
  • 31,6 miliardi di euro il valore della net economy in Italia nel 2010
  • 14,3 miliardi il fatturato dell’e-commerce in Italia: 31,4% è del settore turismo.

 

Le slide del mio intervento

 

Emozioni Tipiche Garantite: il caso Ferrara presentato da Lucia Ghiglione

L’applicazione della realtà aumentata a Ferrara è un bell’esempio di come la tecnologia può essere impiegata per migliorare e arricchire l’esperienza del turista in un territorio. Ma è soprattutto la dimostrazione che la tecnologia funziona se utilizzata a sostegno di una visione, di un progetto strategico di marketing capace di stare in piedi… anche senza l’ultimo “tools” tecnologico. Sviluppata con Layar, l’applicazione di Augmented Reality realizzata a Ferrara, permette di visualizzare attraverso lo smartphone le informazioni di diversi POI (point of interest) ma anche di individuare gli esercizi commerciali dove spendere un plafond di buoni sconto per prodotti e servizi classificati come “portatori di emozioni”.

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Tassa di soggiorno o tariffa minima nei servizi di trasporto. E il turista paga.

13 aprile 2011

Si fa un gran parlare di tasse di soggiorno in particolare nelle grandi città d’arte e sono tanti gli albergatori che esprimono la loro contrarietà. Del resto di questi tempi anche 2 o 3 euro (per ogni notte di soggiorno) possono spingere il turista a considerate troppo onerosa la sua vacanza…. Ma perché nessuno dice nulla della tassa imposta da alcuni comuni con le tariffe minime dei taxi?

Ad esempio a Cagliari da qualche mese (forse dicembre o gennaio di quest’anno) il tragitto in taxi dall’aeroporto di Elmas alla città costa minimo 15 euro. Se poi questo tragitto avviene dopo le 11 di sera arriva a 17,50 euro. Per chi non conosce Cagliari (stupenda città che sto riscoprendo ora che vivo lontano dalla Sardegna) ricordo che l’aeroporto è vicinissimo alla città. Quindi per arrivare in albergo (ad esempio il Sardegna Hotel molto gettonato tra chi viaggia per lavoro) la corsa in taxi costava appena 8 o 9 euro e per arrivare al centro difficilmente si spendeva più di 12 o 13 euro. Adesso invece il Comune di Cagliari ha imposto che sia minimo 15 euro. Stessa cifra anche dall’albergo all’aeroporto. Totale 30 euro . Niente male per incentivare il turismo off season, no?

Tutti i post che non ho scritto

13 aprile 2011
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Alla fine di questo lungo periodo di silenzio sono davvero tanti i post che ho scritto solo nella mia testa e che non ho condiviso con nessuno.
Un minuto di silenzio per ricordarli tutti e lasciare che si perdano nella nebbia dei miei ricordi. Per i fatti davvero degni di nota invece il tempo sarà generoso e io troverò il tempo di scriverne più avanti (spero). Ben ritrovati tutti.

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