Raccontare l’Europa con lo storytelling
Che cosa è l’Europa per voi? Per rispondere a questa domanda probabilmente abbiamo bisogno di pensare a chi ci ha raccontato per la prima volta l’Europa, quale storia ha maggiormente influito su percezione e giudizio che via via abbiamo maturato.
Se quindi molti di noi hanno una percezione negativa o una percezione parziale la responsabilità sta anche nella pessima comunicazione che ha sempre caratterizzato la comunicazione dell’Europa e nelle storie che ci hanno raccontato.
Del resto non è certo facile raccontare l’Europa: lo ha spiegato molto bene la giornalista Adriana Cerretelli , giornalista e corrispondente da Bruxelles per Il Sole24Ore, in un bellissimo panel del Festival dell’Economia di Trento organizzato dall’Osservatorio di Storytelling. Continua a leggere…
Gnomicidio? Ma siamo diventati tutti matti!
Ikea ha lanciato la sua campagna di promozione degli arredi da giardino con un video (per me molto divertente) in cui una coppia fa posto ai nuovi arredi liberandosi dei classici nani da giardino. Quelli che, per intenderci, si trovano in moltissimi giardini in alcuni casi accompagnati anche da una scolorita Biancaneve che lotta tra erbacce e insetti per 12 mesi l’anno.
Il video IKEA , già soprannominato lo Gnomicidio, ha scatenato una bufera di critiche. Infatti a quanto pare l’eliminazione degli gnomi è un atto di violenza che urta la sensibilità di molte persone tanto che sembra siano tanti quelli che si stanno schierando dalla parte dei nani (da giardino, però). Continua a leggere…
Analisi della Svizzera sulle pagine Facebook di 48 destinazioni turistiche: Italia non pervenuta.
eTourism Monitor (l’Osservatorio sul turismo della Svizzera realizzato da ES-SO Valais) ha pubblicato qualche giorno fa un’analisi comparativa sulle pagine Facebook di 48 destinazioni turistiche del mondo. I paesi analizzati appartengono a tutti i continenti, ma l’analisi fa un focus specifico sull’Europa.
La ricerca è stata sollecitata anche dal fatto che proprio a maggio la pagina Facebook della Svizzera ha raggiunto il ragguardevole numero di 500.000 fan (https://www.facebook.com/MySwitzerland) e così forse agli svizzeri è venuta voglia di pubblicare un po’ di dati che per mostrare il loro buon posizionamento: nella classifica, guidata dall’Australia con oltre 4.6 milioni di fan, la Svizzera figura infatti al 10° posto (analisi realizzate con BrandKarma).
Decisamente un bel risultato anche perché sino a non molto tempo fa la Svizzera competeva per numero di fan con destinazioni molto più piccole, ma molto brave sui social, come ad esempio la Toscana (che però è appunto una regione non una nazione). Continua a leggere…
Fatevi del bene, leggete il libro “Non so niente di te”
Ci sono libri talmente belli che ne parlerei per giorni. Non so niente di te di Paola Mastrocola è uno di questi.
Metti che un giorno scopri che tuo figlio che hai mandato a studiare all’estero sin da ragazzino per prepararsi a un vita di grande prestigio sociale ed economico, al culmine dei suoi
studi va a tenere una conferenza in uno dei più prestigiosi college di Oxford portandosi dietro un gregge di centinaia di pecore. Metti che provi a cercarlo per avere spiegazioni e che nonostante mail e cellulare tu non riesca a parlarci per giorni o forse per mesi. Metti che, dopo qualche notte insonne, scopri che tuo figlio il master alla London School of Economics non lo ha mai finito e che il dottorato alla Stanford che dovrebbe concludere a giorni in realtà non lo ha mai iniziato. Che fai caro genitore, dimmi che fai?
Fai che non ti dai pace e provi a rintracciarlo questo tuo figlio modello. Questo figlio che in realtà ti ha mentito per anni raccontandoti una vita che non ha mai fatto, ma che ha mentito per proteggere te genitore da te stesso, dalla tua incapacità di accettare di avere un figlio che sceglie una vita che non avevi previsto. Perché come dice Filippo Cantirami voi genitori “siete sempre così scontenti…Così incontentabili. Siete così privi di curiosità, voi genitori… sembra che conosciate già tutto, che sappiate al millesimo che fine farà ogni cosa, ogni figlio…Non vi lasciate sorprendere. Non prevedete neanche la possibilità di una sorpresa. Peccato. Vi private di una grande felicità”.
E tra le pieghe del viaggio dei suoi genitori e di sua zia Giuliana alla ricerca di Filippo, che si svela la storia di un giovane che aveva avuto tutto dalla vita tranne la possibilità di decidere se quel che era diventato e stava facendo era davvero ciò che voleva. Tra prati dell’Oxfordshire, pecore e teorie economiche, cause e possibili cure della crisi economica degli ultimi anni, la Mastrocola ci guida con ironia e leggerezza in una storia che io ho vissuto due volte: con lo sguardo preoccupato di madre e con lo spirito di rivalsa della figlia. E in un caso e nell’altro ho imparato cose semplici ma per niente scontate.
Ad esempio che ognuno di noi ha il diritto di decidere cosa fare della propria vita e non di quella dei figli. E che le vite dei figli sono un proseguo di una storia iniziata tanto tempo fa che i nostri figli hanno diritto di scrivere riservandosi la possibilità di cambiare luoghi, personaggi, panorami e colori. L’unica cosa che ci deve importare è che, se saremo fortunati, sarà una storia felice di cui non conosceremo mai la fine.
Sulla Cavalcata Sarda e i quesiti nati su Facebook
- Ieri Giovanni Murgia ci chiedeva su Facebook: “Quesito per chi si intende di marketing turistico. Aeroporto di Bergamo, pubblicità (bella) della Cavalcata Sarda. Un link al sito del Comune (generico) ed un numero fisso . Nessun link dedicato o offerta commerciale volo+ soggiorno ad esempio. Mi chiedo e vi chiedo: a cosa serve spendere soldi (pubblici) in questo modo?”
A cosa serve? A niente.
Ma non solo per responsabilità della Regione Sardegna e del grafico che l’ha ideata. Secondo me c’è una certa responsabilità anche negli operatori turistici della Sardegna. Faccio un passo indietro e spiego le ragioni del mio essere parzialmente fuori dal coro.
Sono d’accordo che la Regione Sardegna da anni (molti) nel turismo naviga a vista, senza visione e strategia. Per questo anche quando fa qualcosa di utile e bello l’efficacia si disperde proprio perché le azioni non sono inserite in un quadro strategico d’insieme e non sono collegate a una visione condivisa e partecipata, in primis con chi il turismo lo fa e non solo lo governa.
Bene avrebbe fatto la Regione Sardegna, così come segnala e scrive Giovanni Murgia nel suo post su Facebook a completare la promozione della Cavalcata Sarda con informazioni utili a orientare la decisione di acquisto del prodotto turistico della Cavalcata mettendo almeno “un link al sito del Comune o un link a offerta commerciale volo+ soggiorno”. Continua a leggere…
Il senso delle invasioni digitali è tutto in questa immagine
In quanti convegni su turismo e cultura avete sentito dire la frase “bisogna fare sistema”?
Da quanti politici avete sentito dire che l’Italia deve imparare a valorizzare le sue risorse culturali ma ahimè gli italiani non si rendono conto di essere seduti su una miniera d’oro?
In quante situazioni avete detto “sì va beh ma io da solo che cosa posso fare per cambiare questa situazione?”
Ecco facciamo tutti una cosa: stampiamo questa cartina in formato gigante e appendiamola dove possiamo vederla almeno tre volte al giorno. Ci sono mappate tutte le invasioni digitali programmate in Italia nel giro di pochi giorni seguendo un progetto ideato da una persona (Fabrizio Todisco) e sviluppato da centinaia di altre sparse in tutta Italia.
Poi magari questa mappa stampiamola come retro del nostro bigliettino da visita, giusto per dire che noi italiani siamo capaci di fare anche questo. E cioè usare la rete, per fare rete attuando quegli stessi principi sul quale abbiamo basato la nostra vita professionale e personale.
E per questa volta vi va bene perchè invadiamo in pace.
P.S. a Ravenna invaderemo il complesso di San Nicolò il 20 aprile alle 15.00 per partecipare potete iscrivervi qui.
La difficoltà di fare impresa in Sardegna ha messo radici nella lingua parlata degli startupper
Sto ascoltando in streaming live gli interventi all’evento di presentazione ufficiale di Tiscali Open Campus nato con l’obiettivo di offrire “programmi di accelerazione per startup digitali, spazi di coworking e un ricco calendario di eventi per tutti gli appassionati d’innovazione e creatività.”
Ascolto gli interventi dei dieci startupper in programma con molto interesse: belle idee, belle aziende alcune che lavorano già da diversi anni. Tutti molto simili agli startupper che ho incontrato in altri contesti qui in Emilia-Romagna come Westarter o i vari Barcamp o eventi che ho occasione di frequentare.
Ma in qualcosa questi startupper sardi sono diversi da tutti gli altri.
Tutti sono segnati dalla fatica e dalle difficoltà di fare impresa in Sardegna. E questo lo denunciano soprattutto nel linguaggio, nelle parole che usano. E’ come se la fatica e le difficoltà che vivono quotidianamente abbiano preso dimora nel loro parlato, messo radici in un linguaggio in cui le parole difficile, difficoltà, sacrificio, rinuncia, delusione, sfortuna, vicolo cieco, sfiducia danno la misura di quello che ogni giorno devono affrontare. Continua a leggere…




