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Io accetto le regole di Timu dell’informazione in rete: bollino blu o colorato che sia.

13 dicembre 2011

Accuratezza, imparzialità, indipendenza e legalità: quattro regole o quattro valori di riferimento proposti dall’Associazione <Ahref come metodologia di lavoro condivisa fra quanti vogliono collaborare a Timu, piattaforma di giornalismo partecipativo o di informazione civile.  L’idea di autocertificare il proprio modo di fare informazione in rete, complice anche l’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, è destinato a diventare un argomento di discussione fra molti blogger.  E’ ovvio che su questo argomento ci sarà una levata di scudi di tutti i blogger pronti a rivendicare il proprio diritto a scrivere come e cosa gli pare: e al diavolo soprattutto l’imparzialità, anzi! Per molti aprire un blogger significa proprio poter scrivere liberamente, senza dover rendere conto a nessuno e “senza alcuna regola” se non quelle dettate dalla coscienza (a anche su questo ci si può passare sopra e via andare).

Però a me questa storia del “bollino” mi è proprio piaciuta e condivido la definizione di Luca de Biase che ne ha parlato come di “un atto di generosità nei confronti dei lettori” .

Penso che essendo appunto una scelta libera, e non un’imposizione normativa (e quest’anno qualche rischio lo abbiamo corso!), abbia un grande valore civile  e sia perfettamente in linea con i valori che ci fanno apprezzare l’ecosistema del web 2.0.In pratica non ci viene chiesto di censurarci e neppure di essere distaccati dai fatti o di rinunciare a una cifra stilistica personale. Il bollino è un invito a essere accurati nel raccontare le storie,  essere imparziali cercando di raccontare  un fatto tenendo presenti diversi punti di vista senza rinunciare al nostro, essere indipendenti o comunicare quando non lo siamo e infine rispettare le leggi in tema di privacy e tutela delle libertà fondamentali.

Io sento di poterlo fare e spero che lo facciano molti bravi blogger che conosco e seguo da tempo. È  un modo per rendere trasparente ai lettori come e perché siamo arrivati a scrivere ciò che loro stanno leggendo e che in qualche modo li  condizionerà, modificherà le loro opinioni contribuirà ad aumentare le loro conoscenze. Mica poco rispetto all’impegno richiesto, no?

Qui la pagina di Timu dedicata al metodo per la qualità dell’informazione in rete.

 

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3 commenti leave one →
  1. 14 dicembre 2011 9:45 am

    Grazie Lidia!
    questo è davvero lo spirito di ahref.
    un caro saluto e scusa lo spazio occupato
    michele kettmaier

    • lidiamarongiu permalink*
      14 dicembre 2011 7:07 pm

      Grazie a te Michele e complimenti per il bel lavoro che state facendo. Vi seguo con con grande interesse e curiosità!
      Lidia

      P.S e grazie anche per la tua visita da queste parti:)

Trackbacks

  1. il bollino di timu | Ket! che ci fai in Congo?

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