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Astroturfing e la pratica (illegale) di creare e diffondere falsi apprezzamenti

22 gennaio 2010

Con Astroturfing si intende la pratica di creare un apparente ed artificiale consenso attorno ad un’idea o a un prodotto. E’ una tecnica di influenzamento dell’opinione pubblica ma è anche e soprattutto un reato che compie chi paga qualcuno per pubblicare e diffondere pareri positivi “falsi”, cioè creati ad arte su aziende, prodotti o persone.  Degli aspetti legali, della normativa in vigore e dei diversi casi di astroturfing se ne parla molto chiaramente anche qui.Questa curiosa parola deriva da un gioco linguistico sul marchio “Astroturf” un tipo di erba artificiale usata nei campi da gioco al posto dell’erba naturale che invece è detta grass turf. Gli scherzi della lingua inglese fanno sì che ci sia una notevole somiglianza con l’espressione grass roots moviments che significa movimenti popolari spontanei che però guarda caso possono essere anche simulati come accade nel caso (più innocente) della claque a pagamento, nelle finte telefonate di spettatori in tv o nelle false rivelazioni su avversari politici, etc. (su Wikipedia meglio la spiegazione in inglese di quella in italiano)

Da questo la creazione del termine Astroturfing di cui tratto non solo per curiosità linguistica ma anche è soprattutto perché mi colpisce che una sola parola riassuma ciò che fanno o vorrebbero fare alcuni imprenditori del turismo quando spargono nel web – a cuor leggero-  recensioni e giudizi positivi fasulli sulla propria struttura per contrastare le recensioni negative lasciate da clienti insoddisfatti su siti come TripAdvisor, Expedia,Booking, Trivago, etc. E in alcuni casi pagano anche qualche “professionista” perché lo faccia. Questo è illegale e quindi punito dalla legge perché è equiparabile alla pubblicità ingannevole. Ma la cosa più grave è che di fatto alla lunga non porta alcun beneficio all’azienda. Né economico né di reputazione.

In realtà per avere più recensioni positive nel settore del turismo la strada è molto semplice. Basta lavorare bene, onestamente e orientare scelte, comportamenti, azioni alla massima soddisfazione del cliente. Chiedere ad amici e parenti di scrivere false ma entusiastiche recensioni positive è una scorciatoia (disonesta) che non paga.

Il dibattito sul problema delle recensioni false è ormai molto  ricco di contributi autorevoli e anche di opinioni sulle iniziative di alcuni imprenditori stufi di un sistema fuori controllo in cui è diventato più facile essere screditati dai concorrenti piuttosto che dai clienti. Accade però che alcuni accorti e lungimiranti imprenditori abbiano capito che piuttosto che difendersi dalle minaccia di TripAdvisor, Expedia, Booking o Trivago è meglio coglierne le opportunità. Non solo. E’ ancora meglio lasciare che i clienti raccontino ed esprimano giudizi sulla loro vacanza direttamente sul sito dell’albergo.

Questa pratica la trovo intelligente, in linea con i tempi e non arrocata su posizioni da XX secolo. E pertanto da consulente la consiglio anche ai miei clienti certa che onestà e trasparenza pagano e alla lunga annullano gli effetti delle recensioni negative, anche quelle scritte da qualche cortomirante concorrente e collega.

3 commenti leave one →
  1. Alla Dolce Vita permalink
    22 maggio 2011 12:24 am

    …Nessuno è in grado di distinguere le recensioni false da quelle vere.
    Nè tanto meno quelle reali da quelle diffamatorie.
    EXPEDIA possiede TRIAPDVISOR e le impossibilità sopra citate sono VOLUTE , visto che non fanno nulla per evitare ciò!

    EXPEDIA vende camere e vende visibilità
    TRIPADVISOR vende reputazione ( e non premia quella vera e guadagnata )

    TRIPADVISOR è uno strumento di EXPEDIA per vendere quelle strutture che accettano di pagare anche OLTRE il 30% su ogni prenotazione andata a buon fine…..

    Quindi caro redattore, se nel XX secolo c’era meno sfacciataggine e prepotenza per manipolare era perchè c’era più rispetto.

    La sua tanto decantata libertà di espressione per i viaggiatori è solamente una manovra di EXPEDIA per monopolizzare il mercato e così facendo sta SVUOTANDO DI VALORE LE RECENSIONI….quelle vere….che nessuno sa come distinguere nel calderone del contentuo pubblicato da EXPEDIA-TRIPADVISOR!

    Solo per correttezza informativa: http://www.timesonline.co.uk/tol/travel/news/article6583450.ece

    …e per finire…Tripadvisor , proprietà di EXPEDIA , NON ha una sede legale in Italia, pur avendo un dominio .it ….se non avesse nulla da nascondere probabilmente si comporterebbe come qualsiasi soggetto giuridico legale….

  2. Alla Dolce Vita permalink
    2 settembre 2015 12:18 pm

    …constatato che Expedia e TripAdvisor stanno facendo pulizia dei siti che denunciavano comportamenti illeggittimi, a ragion di cronaca questo è il contenuto dell’articolo sopra citato dove nell’ultimo capoverso si evince che TripAdvisor è un TEATRINO costruito ad arte:

    Who’s really writing the reviews on TripAdvisor?
    Chris Haslam asks the question of the hotel review site
    Chris Haslam
    Follow Chris Haslam on Twitter
    A row has broken out over the reliability of the hotel-review website TripAdvisor, with hoteliers alleging that the market-leading giant is no longer capable of policing its own content.
    With 25m user-generated reviews and opinions on more than 490,000 hotels and attractions worldwide, and with more than 11m registered members, the Expedia-owned website has become a hugely powerful marketing tool, with many hotels admitting that the majority of their bookings come either directly or indirectly via the site.
    But in the current grim economic climate, with businesses fighting harder than ever for a share of the dwindling market, a dirty war has broken out with hotels and restaurants using the site to attack rivals or boost their own ratings by posting fake reviews.
    Di Beach, who runs the Los Castaños hotel, near Ronda, in southern Spain, is one of the victims. Until a fortnight ago, her property was ranked number one on TripAdvisor’s Ronda listings, a lucrative position that she says brought in “90%” of her business.
    But when a rival hotelier allegedly questioned the authenticity of her latest appraisals, TripAdvisor blocked them, posting in their place a critical review that sent her ratings — and her bookings — tumbling.
    “What worries me is that this reviewer claims to have stayed here in May 2008,” says Di. “My register says he didn’t. There’s definitely something wrong at TripAdvisor.”
    TripAdvisor, which says it catches “the vast majority of fraudulent reviews”, claims every submission is scrutinised by a “team of quality- assurance specialists”, and that hotels caught subverting the system are flagged up with red warning messages.
    Although TripAdvisor administrators said they could not say exactly how many properties had been caught abusing the site, a search by The Sunday Times found fewer than 30 red-flagged hotels worldwide, suggesting that either an infinitesimal number of TripAdvisor’s 490,000 featured properties are posting fake reviews or that many more are slipping through the net.
    “The system is laughably easy to manipulate,” said a former West Country hotelier who asked not to be named. “We were ranked in the top 10 for the entire summer before I sold the property, and I wrote every single review. I was even approached by PR firms offering to write my reviews for me. It’s not hard to cover your tracks.”

    :

Trackbacks

  1. L'astroturfing dilaga anche in Rete - Liquida Magazine

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