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Niente web 2.0 per il turismo della Sardegna: la promozione punta su qualità della vita e sceglie la carta stampata

7 maggio 2010

In Sardegna vivi di più. E’ questo il messaggio della nuova “campagna promozionale turistica della Sardegna” che per attrarre turisti dal centro e nord Europa ha scelto di puntare sulla qualità della vita e la sua storia millenaria. Qualità dell’aria, dell’acqua, del cibo, del vino e della vita in generale tanto che sarebbe questo il segreto della Sardegna che – lo dice l’assessore al turismo Sannitu – vanta la più alta percentuale di centenari al mondo. E proprio “zio” Paolino Scattu, nonnino sardo di 101 anni, è stato scelto come testimonial della campagna.

Insomma il nuovo messaggio mi piace anche se la qualità di vita in Sardegna è molto più alta per chi ci va in vacanza piuttosto che per chi ci vive. E su questo se volete ho le prove!

Quel che invece mi lascia un po’ sbigottita è che questa campagna da 1 milione di euro prevede solo l’uso di (alcuni) media tradizionali (quotidiani e periodici) e trascura completamente  la pianificazione su social network, social media e addirittura l’adeguamento di contenuti e immagine nel sito isituzionale Sardegna Turismo (dove la nuova campagna è presente solo con questo articoletto). Per giunta tutta la comunicazione si concentra nei soli mesi di maggio e giugno, quando secondo me i turisti dal centro nord Europa o sono già arrivati o hanno comunque già deciso dove andare.

Insomma i nuovi flussi turistici del 2010 verso la Sardegna dovrebbero essere mossi e smossi con 60 annunci programmati su Le Figaro, The Times, Süddeutsche Zeitung, El Pais Corriere della Sera e periodici nazionali come Panorama, Donna moderna, Gente etc.

Invece sul web e in particolare sui social media la campagna “In Sardegna vivi di più” non c’è.

E che importa se numerosi studi e ricerche ci dicono che il 52% degli acquisti turistici nel mondo avviene su internet e che l’82% delle decisioni di viaggio sono influenzate da ricerche e informazioni acquisite attraverso la rete? E che importa se regioni come la Toscana hanno scelto di mettere su un’infrastruttura di comunicazione dove il rapporto tra social media e media tradizionali è 80/20 e 2 milioni di euro sono stanziati solo in advertising su Google?

Insomma vanno bene i nonni centenari, la storia millenaria della Sardegna e gli ulivi di 4.000 anni. Va bene tutto il grande passato della Sardegna  ma per la comunicazione turistica non sarebbe più utile metterci un po’ più di futuro?

5 commenti leave one →
  1. paola tournour viron permalink
    7 maggio 2010 2:51 pm

    Però l’idea del racconto è bella… Chissà cosa ne direbbe Iabichino?

  2. Ilaria permalink
    11 giugno 2010 9:58 am

    totalmente d’accordo!

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