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Intervista a Paolo Iabichino che apre il BTO: ma cosa c’entra l’invertising con il turismo?

22 maggio 2010

Io direi che a naso l’invertising con il turismo c’entra eccome. Ma se su questo vuoi una risposta più precisa non hai che una possibilità: collegarti a internet, rintracciare il direttore Creativo di Ogilvy Italia noto ai più come autore del saggio Invertising e obbligarlo a rispondere alla domanda. Ok perfetto direte voi, ma dove lo trovi Paolo Iabichino?
Beh in questo ti aiutano tre cose (forse in parte anche collegate fra loro): la pagina Facebook, la sua disponibilità e il suo buon carattere (gulp!) e la sua… insonnia!

E’ cosi che sono riuscita a farmi raccontare da Paolo cosa pensa di invertising e turismo….il tutto in attesa di conoscere che cosa ci racconterà lunedì 24 maggio nella sua Overture al BTO all’isola d’Elba, sul quale ovviamente regna un doveroso top secret.

D. Paolo il tuo Invertising sta avendo un grande successo ovunque ma nel turismo in particolare. Ci spieghi che cosa significa per il turismo fare invertising?
R. Significa invertire il senso di marcia. In tutto e per tutto. E non è un fatto di comunicazione e basta. L’Invertising è un nuovo atteggiamento, un’attitudine, un modo nuovo di stare sul mercato. Dove l’ascolto viene prima di qualsiasi altra cosa. Dove una pubblica amministrazione o una semplice struttura ricettiva si prodigano per coinvolgere, intrattenere, restituire un’esperienza di rilevanza e autenticità. L’invertising non stabilisce a monte un media su cui traslare i propri contenuti. Privilegia intelligenza e sensibilità nuove. Che confinano con l’etica e con la sostenibilità. Non come trend di comunicazione, ma come l’unico territorio consentito per dialogare con un pubblico sempre più adulto, critico e consapevole.

D. Paolo sii cattivo: dacci i nomi (e i perché) di tre promossi e tre bocciati nella comunicazione turistica istituzionale in particolare in ambito italiano.
Promossi a pieni voti.
La Fondazione Sistema Toscana con la campagna “Voglio vivere così“. Al BTO all’Elba ne parlerà ampiamente Mirko Lalli ma è un caso che ormai sta facendo scuola a livello nazionale soprattutto per aver capito l’importanza che i social media  hanno come luogo dove ascoltare e stimolare conversazioni.
Promuovo anche il progetto Angeli per viaggiatori che basa la sua forza proprio sulla capacità e disponibilità delle persone al dialogo e alla conversazione. Se vogliamo  è un’idea innovativa che si basa sulla motivazione del turismo così come era all’inizio, un’occasione di scambio e conoscenza tra culture e persone diverse.
Del terzo che promuovo ho parlato in altre occasioni, soprattutto per il sensazionalismo dei risultati ottenuti: è il progetto del Ministero del Turismo australiano e dell’idea “Il miglior lavoro del mondo”.  Questo è un caso eccellente di innovazione e creatività!
Ne boccio infine solo due, però mi permetti di promuoverne un altro? Credo che abbiamo tutti più bisogno di modelli positivi che negativi.

D. Ok, te lo concedo ma poi voglio nomi e cognomi dei bocciati.
Promuovo anche l’esperienza del portale Green FVG. Non è un caso legato solo al turismo, in realtà è più che altro un progetto sulla green economy. In pratica è un portale che da spazio e voce a esperienze, persone, istituzioni e imprese che adottano ( e non sfruttano!)  la sensibilità etica come strumento di business.
E ora passiamo a i bocciati.
Però fare i nomi è impossibile, sarebbero tanti, anzi troppi! A titolo esemplificativo potrei citare la campagna delle Regioni Marche con Dustin Hoffman ma in realtà boccio tutti gli spot realizzati secondo i cliché e gli stereotipi della peggior retorica pubblicitaria, con testimonial prezzolati, immagini patinate e famigliole improbabili che corrono su spiagge tropicali incontaminate.
E boccio anche il wi-fi a pagamento negli hotel e in qualunque altro tipo di strutture ricettive. Lo trovo aberrante.

D. Ok, messaggio ricevuto. Parliamo invece di Iabichino e BTO. Dopo la prima esperienza di novembre sembra un amore destinato a durare. Ma esattamente che cosa è questa iniziativa che nel nome ha parola BUY ma dove alla fine non si vende e o compra nulla?
Io non l’ho ancora capito. E infatti ci torno ogni volta.
E tutte le volte imparo qualcosa di nuovo. C’è un’atmosfera particolare al BTO. Ed è quella della condivisione della conoscenza. Che poi è la moneta di scambio dell’Internet. Diamo attenzione dove troviamo contenuti interessanti. E viceversa.
Non si compra nulla, è vero. Ma c’è una straordinaria forma di baratto.

D. Grazie Paolo è proprio così il BTO. Una forma di baratto dove scambiare conoscenza con il risultato che nessuno  si impoverisce ma tutti si arricchiscono. A riguardo ci puoi anticipare qualcosa di quello che dirai nella tua Overture al BTO?

Paolo? Paolo? Paoloooooooooooooooooooooooo…………?



6 commenti leave one →
  1. 22 maggio 2010 5:37 pm

    Grazie Lidia x questa tua bella intervista.

    Consentimi una sola precisazione, per favore: il sottoscritto non è il direttore creativo di Ogilvy Italia, ma condivide la direzione creativa dell’agenzia insieme ad altri colleghi. Diciamo quindi che sono direttore creativo “in” Ogilvy Italia. Vero che si tratta sempre di una preposizione semplice, ma così non togliamo meriti ad alcuno…😉

  2. Andrea permalink
    24 maggio 2010 3:09 pm

    Leggendo questo e altri post sparsi qua e la mi rendo conto di quanto sia distante il modo di insiegnare delle isituzioni create a tale scopo (scuola, università, etc.) e quanto invece sia stimolante il racconto, confronto, l’esperienza, lo scambio, il dono di ciò che si sa, che permette di raccogliere allo stesso tempo e nello stesso modo ciò che ancora non si sa, legando al mondo dei blog e in generale del web 2.0.
    Complimenti davvero per l’intervista! Da sola di vale un libro della FrancoAngeli!🙂

  3. cinzia dal brolo permalink
    28 ottobre 2010 2:38 pm

    condivido il giudizio negativo sulla campagna promozionale del Comune di Sanremo, nel senso che le immagini e il messaggio pubblicitario sono sempre le… solite cose viste e riviste.
    Il turismo deve contare su ben altri elementi, a mio parere, per attrarre e fidelizzare il cliente.
    Per la mia esperienza, poi, proprio la Liguria ha molta strada da fare.

    • lidiamarongiu permalink*
      14 novembre 2010 11:30 pm

      Si hai ragione.
      Ci sarebbero molti altri modi contenuti su cui lavorare per comunicare meglio. Ma le scorciatoie sono sempre una grande tentazione e osare, avere il coraggio di osare una comunicazione diversa beh questa è una dote rara e non solo in Liguria! Ciao grazie per il tuo interesse. lidia

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