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Io e Ravenna Future Lessons

6 ottobre 2010

Ecco che cosa ci voleva per farmi tornare sul mio blog! Che fossi talmente tanto  impelagata, emozionata, tesa da avere necessità di un “mio” spazio per scrivere senza alcuna remora, controllo o “preghiera di cortese pubblicazione”.

Eccoci infatti alla vigilia dell’evento Ravenna Future Lessons che con il mio socio (e compagno Giuseppe Giaccardi) ho ideato  a febbraio del 2010. All’inizio poco più di un’idea di incontri formativi su temi di innovazione poi l’idea invece di “osare” dedicando l’iniziativa ai giovani e affrontando temi che potessero ispirare percorsi di studio e di lavoro. Osare perché a Ravenna la parola giovani non si accompagna spesso con formazione, conversazione o confronto mentre è più probabile che faccia rima con happy hour, divertimento “misurato” o spettacolo. Però dopo le prime difficoltà il progetto ha preso corpo e grazie a un primo cofinanziamento della Camera di Commercio e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, ha iniziato a delinearsi e ottenere il consenso e sostegno di molte associazioni ed enti del territorio. Quindi grazie all’adesione di esperti e studiosi che interverranno come relatori, molti di questi conosciuti nella rete, abbiamo definito un programma articolato su cinque combinazioni tematiche: innovazione e tecnologia, turismo e web 2.0, cultura digitale e creatività, green economy e neoimpresa, design e ambiente.

Per chi è un “lavoratore dell’economia della conoscenza” possono sembrare scontati ma ho il forte sospetto che per i giovani tra i 18 e 35 anni non sempre sia così. Gli stessi temi della cultura digitale o del web 2.0 o ancora dei social network se per (noi) addetti ai lavori sono il pane quotidiano e il modus vivendi (ancor prima che operandi)  su cui investiamo ore e milioni di byte di conversazioni, scambi e confronti, per gli “altri” sono invece solo  luoghi di conversazione, a volte degradati a semplice livello di “strumenti” di comunicazione. A mio parere ci sono tanti giovani che non hanno piena consapevolezza di come il brodo di cultura digitale in cui sono immersi abbia già modificato profondamente relazioni, scenari, professioni e opportunità del loro (prossimo) futuro. Giovani ad esempio che si stanno iscrivendo ora all’univeristà ( e tra questi annovero ad esempio  mia figlia e molti dei suoi amici) che pur vivendo alcune ore nella rete della cultura digitale hanno introiettato per ora solo gli aspetti più superficiali ed effimeri.

Veniamo ora ad un’altra parola di Ravenna Future Lessons che più che osare sembra osé: futuro.
Un bravo copy sa bene che sfida , futuro e scenario sono le paroline magiche con le quali rivestire discorsi vecchi dando una parvenza di nuovo e inatteso. Ma in questo caso la parola futuro è volutamente provocatoria e lasciata alla libera interpretazione di relatori e partecipanti. Ad esempio molti dei ragazzi che si sono iscritti hanno mandato un messaggio chiedendo se nelle lezioni si parlava di “sbocchi professionali” delle diverse lezioni interpretando il confronto con il futuro promesso dall’evento come opportunità di capire cosa “fare da grandi”. Per altri invece può essere un argomento pericoloso anche perchè come scrive  Roberta Milano che interverrà nella lezione sul turismo e web 2.0  “Futuro è una parola, ed un concetto, che è stato scippato alle nuove generazioni, perfino alla mia.

Ora arrivati  a meno di venti ore dall’inizio della prima edizione di Ravenna Future Lessons  (come mi ricorda il terrificante conto alla rovescia nella home page del sito ufficiale) non rimane che ringraziare e dare la parola a tutti gli amici relatori e ai tanti giovani (e non!) che si sono iscritti per tutto l’evento o scegliendo una delle cinque lezioni.

Un ringraziamento speciale però lo voglio dedicare ad alcuni degli amici che interverranno alle lezioni dedicata a ”turismo e  web 2.0” e “cultura digitale e creatività”, quelle che avrò anche il compito di introdurre e moderare. Grazie a Roberta Milano, grande esempio di come nel turismo si può combinare cultura accademica e pragmatismo d’impresa e ad Antonio Maresca, padre del magazine collaborativo WTM, capace di far condividere un progetto a 30 persone sparse in tutta Italia usando la tecnica della virtualità diminuita. Grazie a Elena Farinelli, la blogger più blogger che io conosca capace di raccontare in real time un evento con parole, suoni, immagini, filmati cinguettii ( e un giorno anche profumi!) rispettando sintesi e focus di ogni intervento. A Paolo Iabichino, l’unico pubblicitario-scrittore che mentre leggi il suo Invertising una domenica d’inverno si affaccia sul tuo computer per chiederti di non svelargli il finale del suo libro: a Paolo un grazie speciale anche perché ha detto “sì, ci sarò” ancora prima di sapere per cosa.

Grazie anche a Mafe de Baggis e ad Alessandra Farabegoli conosciute (di persona) proprio grazie alle persone di cui sopra ma che mi erano già care per la loro intensa produzione intellettuale su carta e su web.

E infine grazie a Robi Veltroni che nonostante l’impegno con il social media team della Festa dell’Uva di Capoliveri, ha dato suggerimenti e idee che ritroverete in alcuni momenti dell’evento. robi Ha detto che forse non riuscirà ad essere a Ravenna Future Lessons ma noi sino a domani ci speriamo!

9 commenti leave one →
  1. Beppe permalink
    6 ottobre 2010 6:55 pm

    all you need is love -:)

  2. 7 ottobre 2010 6:59 am

    Sicuramente sarà un successo. Siete tutti bravissimi. Il post è meraviglioso, cade di tono nell’ultimo paragrafo ma va bene lo stesso! Con affetto e stima vi seguo sempre.

    • lidiamarongiu permalink*
      8 ottobre 2010 6:26 am

      Grazie Robi e l’ultimo paragrafo non solo non cade di tono ma è quasi “ganziale”!

  3. Stefania permalink
    7 ottobre 2010 7:50 am

    Mi hai un pò commosso, cara Lidia! Un grande in bocca al lupo a te e agli altri…….Vi seguiremo dalla Sardegna.
    Ps: Il tuo post è davvero bellissimo!

    • lidiamarongiu permalink*
      8 ottobre 2010 6:29 am

      commosso? beh io quando l’ho scritto ero disperata! Però la prima giornata è andata benissimo sono stati tutti bravissimi. E mi raccomando non perderti Paolo Iabichino questa mattina! ciao grazie

  4. Daniela permalink
    11 ottobre 2010 1:59 pm

    Ho avuto modo solo ora di leggerlo..bello e spontaneo..E sono molto contenta di aver dato anche solo un piccolo contributo a questa virtuosa iniziativa!!

    • lidiamarongiu permalink*
      12 ottobre 2010 6:19 am

      Grazie Daniela,
      in effetti il blog lo considero “il mio diario” che raccoglie pensieri, riflessioni a volte anche molto emotive….tanto che finirà che prima o poi faccio qualche serio danno:)

      • lidiamarongiu permalink*
        12 ottobre 2010 6:22 am

        ops mi è sfuggito l’invio…volevo aggiungere che il tuo contributo non è stato affatto piccolo e solo essere sopravvissuta a questa virtuosa iniziativa (e a me!) fa di te una grande persona:)

Trackbacks

  1. Buon Internet Better Life alla #generazione2.0 « Lidia Marongiu's Blog

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