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Federico Rampini: #pisapiasentilamia è un esempio di come la democrazia non si esaurisce dopo il voto

7 giugno 2011

Al Festival dell’Economia di Trento nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di parlare con Federico Rampini al quale ho chiesto le sue opinioni sull’iniziativa #pisapiasentilamia nata dalla fervida fantasia e dal senso civico dell’amico Paolo Iabichino, autore di Invertising, direttore creativo in Ogilvy Italia,  e apprezzato nella rete come uno che i social media li usa, li abita e li arrricchisce di idee etiche, creative e partecipate. Ne è nata una mini intervista registrata sul mio iphone e che con piacere condivido con voi.

D. Professor Rampini ieri nella sua conferenza ha parlato dell’analogia tra la campagna elettorale di Pisapia a Milano e quella realizzata da MoveOn per l’elezione di Obama, ci spiega meglio?

Ho colto delle analogie perché Pisapia, come nel caso americano, ha organizzato la sua campagna elettorale aggirando il mezzo televisivo dominato dall’avversario e rivolgendosi a una tecnologia tradizionale come il porta-porta, essenziale per il contatto con i cittadini, e le nuove tecnologie offerte da internet che per una certa generazione di giovani è più importante della televisione.

Ha sentito che proprio in questi giorni su iniziativa di Paolo Iabichino, direttore creativo in una nota agenzia pubblicitaria, è nato un movimento spontaneo che su Twitter sta inondando il sindaco Milano di richieste contrassegnate dall’hashtag  #pisapiasentilamia?

Non lo sapevo ma quel che mi dice mi interessa molto. I movimenti nati dopo le elezioni sono davvero importanti. Questo al contrario è stato il limite che si è sentito dopo la vittoria di Obama perché rispetto alle speranze suscitate durante la campagna, una volta iniziata l’attività di governo molti giovani si sono sentiti tagliati fuori e non più coinvolti. In realtà poi l’amministrazione Obama ha cercato di mantenere dei canali di e-government e dei canali aperti di comunicazione via internet per dialogare con i cittadini, ma hanno funzionato davvero poco. Forse proprio perché queste azioni erano “calate dall’alto”, non facevano più leva sulla spontaneità dal basso. I movimenti dal basso invece continuano a funzionare anche dopo: proprio come il movimento MoveOn che continua a coinvolgere le persone, che ha grande presa sulla civiltà americana e continua ad esercitare sull’amministrazione quella funzione di stimolo continuo a fare meglio.

Ma MoveOn è un movimento organizzato dall’alto?

No assolutamente no, è un movimento dal basso. L’ho visto nascere undici anni fa a Berkley e oggi è un movimento di massa, completamente capillare, decentrato dove non esistono dei capi ma dei portavoce i cui messaggi sono continuamente il risultato di un sondaggio permanente alla base. E’ organizzato esattamente al contrario di un partito politico.

Allora forse la partecipazione dal basso e le iniziative come quella di #pisapiasentilamia possono essere il modo e la speranza per fare un altro tipo di politica?

Certamente: è importante perché è un movimento nato a voto avvenuto e proprio su iniziativa di chi in quel voto ci ha creduto. Uno dei problemi della democrazia è che non si può esaurire al momento del voto. Anche se il risultato del voto ci piace, ci soddisfa, la democrazia non si può fermare qui.

Grazie professor Rampini, anche per aver accettato di parlare con una blogger rinunciando a un’intervista con una “vera giornalista” di Radio 3:)

Per info su MoveOn leggi anche l’articolo di Repubblica 

Nota: dall’intervista ad oggi l’iniziativa #pisapiasentilamia si allargata a macchia d’olio in tutta Italia e sono già tanti i sindaci che hanno il loro hashtag.

3 commenti leave one →
  1. Marcello permalink
    9 giugno 2011 9:13 am

    Ciao
    Segnalo anche “L’Ideario per Cagliari “, nato 24 ore dopo l’elezione di Massimo Zedda e molto partecipato… http://oratoccaanoi.ideascale.com/

  2. michele permalink
    6 luglio 2012 2:43 pm

    ciao vi segnalo il forum di idee per napoli

    http://ideenapoli.forumfree.it/

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