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Fattore D: 10 lezioni e 24 idee per valorizzare il ruolo della donna nell’economia

8 marzo 2012

L'autrice di WomenomicsCredo di non aver mai parlato nel mio blog della ricerca Fattore D sulla quale ha lavorato per oltre un anno con i miei colleghi dello Studio Giaccardi & Associati e della G&M. Mai. Un po’ certamente per mancanza di tempo ma un po’ (molto) perché volevo aspettare che questo progetto fosse compiuto. Compiuto però non nel senso di finito ma nel senso di “fatto definitivo, che non si può più modificare”.

Avevo bisogno di finire un processo di lavoro che era stato ispirato da un interrogativo e volevo chiuderlo con una risposta sicura, certa e inequivocabile. E la risposta c’è ed è  questa: investire sul lavoro delle donne non può essere più solo una questione di pari opportunità ma è una questione di convenienza economica e sociale. L’equilibrio (concetto diverso dalla parità) di genere è un risultato necessario se vogliamo continuare a crescere e magari anche a vivere felici.

Fattore D parte dall’assunto della teoria womenomics  (se non la conosci leggi questo libro) che in estrema sintesi afferma che le donne sono il motore dell’economia e che oggi “il lavoro delle donne costituisce oggi uno dei più importanti fattori dello sviluppo mondiale”. Inoltre sulla base di diversi studi e ricerche fatti in diversi paesi afferma che “le aziende dove c’è leadership femminile o un elevato numero di donne dirigenti hanno risultati economici migliori”.

Ecco allora la domanda che ci siamo posti un anno fa: ma questa storia vale solo per le multinazionali negli Stati Uniti e le aziende dei paesi dove  ci sono maggiori equità di genere oppure vale anche per l’Italia? E ad esempio potrebbe valere anche per una provincia come Ravenna?

La risposta è arrivata ed quella riassunta nella slide pubblicate qua sotto. Questa stessa presentazione la farò oggi 8 marzo (quale giorno più adatto!)  nella sede della CNA di Ravenna invitata nella riunione della Direzione Provinciale.

Per i più pigri che non hanno voglia di sprecare tempo a sfogliare le slide la risposta la ripropongo qui: la ricerca Fattore D ha dimostrato che le imprese femminili della provincia di Ravenna hanno risultati economici migliori di quelle non femminili (maschili non si dice) in 11 indicatori economici su 3. Semplificando vuol dire che le imprese femminili guadagnano di più, producono più valore aggiunto e ottengono un risultato migliore dai loro investimenti e si indebitano meno. E questo anche in settori economici non propriamente femminili come ad esempio il settore delle costruzioni, del trasporto e della finanza.

Può bastare? No non basta perché nella ricerca troverete anche che nonostante questo le imprese femminili sono poche (solo il 20% del totale), che  il lavoro delle donne è sempre più precario (+145% contratti a tempo determinato o atipici) che le iniziative di conciliazione famiglia- lavoro molte aziende non sanno neppure che cosa sono. in compenso però ci sono 24 idee per cambiare la situazione e credo che molte di queste potrebbero essere applicate non solo a Ravenna ma in qualunque territorio si voglia innestare un processo di crescita economica e di benessere sociale.

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