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Amare le parole: effetti collaterali (piacevoli)

17 aprile 2012

Messaggio su Facebook, venerdì 13 aprile 2012 ricevuto dopo il seminario sulla comunicazione scritta...

Gentile dottoressa Marongiu,

voglio ringraziarla per la lezione di ieri a Confesercenti Ravenna e sottoporle una domanda.

Voglio ringraziarla perché mi ha ridato speranza in un mondo, quello della comunicazione, nel quale non ne riponevo più da tempo. La ringrazio anche per aver citato Calvino, per me costante conforto linguistico in questi ultimi anni.

Ora la domanda. C’è ancora spazio per chi si vuole (ri)occupare di comunicazione con quell’ottica e quella passione per la lingua italiana che ieri lei trasmetteva? Se sì, come?

Nel mondo della comunicazione ci ho lavorato per anni e ora mi trovo piuttosto demotivata, ma la sua passione ha riacceso il mio interesse. Per questo ho deciso di inviarle un messaggio.

Grazie ancora,
a presto
Chiara


Risposta al messaggio su Facebook, sabato 14 aprile 2012 scritta dopo aver partecipato al barcamp Nuove professioni delle donne“.

Gentile Chiara,

grazie per le bellissime parole.

Prima di risponderle devo confessarle una cosa. Ho letto il suo messaggio ieri notte ma mi creda, ero davvero stanca per risponderle e ho scelto di farlo oggi. Stamattina però ho partecipato a un barcamp a Bologna dove si parlava di “nuove professioni delle donne” e al pubblico che ascoltava il mio intervento ho letto a voce alta il suo messaggio. Ovviamente senza dire il suo nome.
L’ho fatto perché nella sua domanda c’era esattamente il senso di quello che io sostengo, e cioè sì oggi c’è spazio per chi vuole occuparsi di comunicazione con la passione e l’amore che fare comunicazione comporta. Che è certamente passione per la lingua italiana, amore per le parole e per il loro suono ma è anche (o soprattutto?) pensare che la comunicazione sia disponibilità ad ascoltare gli altri e su questa base cambiare profondamente, modificare pensieri, maturare nuove opinioni.

E’ cosi che la comunicazione diventa non solo “mettere in comune” ma anche donare.

Ed è con questo approccio che la comunicazione può diventare mestiere, professione. Il vantaggio è che per persone come lei questo significa coniugare passione e professione, lavoro e aspirazione personale, fatica e soddisfazione. Per questo guardi con fiducia alle sue capacità e si inventi il lavoro che vuole fare: se inizia a crederci lei, ci crederanno anche gli altri.

In bocca al lupo, a presto Lidia

La pubblicazione dello scambio di messaggi è autorizzata da Chiara che ringrazio e spero di rincontrare presto.

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