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Cosa serve per un racconto turistico sostenibile: lesson learnt

5 giugno 2012

Il turismo per essere un turismo che crea valore e non lo distrugge deve essere sostenibile. Sempre.
Il che significa che non può (o meglio non deve) esistere un turismo che non sia sostenibile. Punto a capo.

Detto questo vi riporto in iper-sintesi cosa ho imparato nell’evento organizzato da TagBoLab ” Il racconto turistico [come] può essere sostenibile?”da un panel di quasi tutti non esperti di turismo sostenibile:

1. Il racconto sostenibile nel turismo si basa e si alimenta di contenuti prodotti da persone. Dopo arrivano i media.

2. I luoghi comuni nel racconto sostenibile non sono “sostenibili”: frasi come “angolo di paradiso”, “ti faremo sentire come a casa tua”, la vacanza dei tuoi sogni” sono un chiaro indicatore che di sostenibile non c’è neppure la sintassi.

3. Per fare turismo sostenibile serve progettare in modo sostenibile

4. Non usare l’intelligenza collettiva disponibile in un territorio significa sprecare risorse, quindi non è sostenibile

5. Il web è luogo di ascolto: complimenti a chi lo dice, grazie a chi lo mette in pratica.

6. E’ possibile creare una comunità di cittadini e commercianti sensibili al tema della sostenibilità: guarda il progetto Sostenibile.com

7. E’ possibile promuovere un territorio valorizzando la voce di chi racconta viaggi per passione: vedi il progetto Blogville 

8. E’ possibile raccontare un territorio in modo inedito attraverso lo sguardo di videomaker capaci di registrare emozioni in alta definizione, vedi il progetto Can’t Forget Italy 

9. Il turismo sostenibile si può fare anche in modo low cost, ma non sempre il low cost è un modo sostenibile di fare turismo

10. Per fare un buon turismo all’Italia servono visione, metodo, governance, infrastrutture,  idee, progetti, risorse: ma soprattuto servono menu guru e più persone.

11. Non abbiamo capito bene se la rete oggi è sostenibile ma siamo abbastanza certi che per fare un turismo sostenibile ci serve la rete.

Se a tutto questo unite che in una sola giornata ho imparato la vera storia della mortadella, dove si può acquistare la mortadella più buona e sapiente di Bologna,  dove si trova l’osteria più antica di Bologna (del 1465 è quella dove ti servono da bere ma il mangiare te lo porti), dove si beve lo spritz a un euro….beh è stata una giornata densa di insegnamenti resi ancora più piacevoli dalle belle persone che ho ritrovato e quelle nuove che ho conosciuto.

Per chi invece se lo fosse perso ecco le slide del mio intervento sul caso “Liguria, il turismo che vorrei”.

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