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Anche il Piemonte sperimenta l’intelligenza collettiva per progettare lo sviluppo turistico.

19 luglio 2012

Anche il Piemonte si prepara a definire il programma di sviluppo turistico  regionale e lo fa aprendosi all’ascolto e al confronto.

Forse il progetto “Liguria Il turismo che vorrei” (di cui mi occupo con lo Studio Giaccardi & Associati) ha aperto una nuova strada di progettazione condivisa basata su ascolto e partecipazione? Potrebbe essere un eccesso di presunzione pensare che il caso Liguria abbia fatto “scuola”, ma non nascondo il piacere nel constatare che il sito Piemonte Turismo (da poco rinnovato) presenta un’interessante sessione dedicata alla discussione  per la definizione del “Programma Strategico del Turismo 2013-2015”. La discussione è aperta su sette temi e iniziano ad apparire i primi contributi….

Io penso che progettare lo sviluppo turistico di un territorio con tecniche bottom-up cioè coinvolgendo e ascoltando cittadini, operatori, etc sia oggi un dovere delle istituzioni. Lo dobbiamo fare (o pretendere?) per tre ragioni:

– la prima perché la tecnologia lo rende possibile con costi decisamente accessibili;
– la seconda ragione è che utilizzare l’intelligenza e le idee di pochi pur sapendo di avere accesso all’intelligenza collettiva è un modo di agire folle e insostenibile. Peggio ancora se praticato dalla pubblica amministrazione;
– la terza ragione è che dobbiamo imparare ad assumerci la responsabilità di essere pro-positivi, nel senso vero di proporre positivamente ciò che riteniamo giusto fare tenendo conto del contesto, delle risorse, del mercato e  delle potenzialità espresse da un territorio.

Naturalmente qualcuno (come già avvenuto per il progetto della Liguria) ha obiettato che è insensato pretendere che “persone comuni” abbiamo idee valide da proporre e che il tutto senza linee guida precostituite e dettate dall’alto non ha senso: anzi si rischia un inutile esercizio di democrazia…
Io penso che questa persona – e le altre che la pensano come lui –  si sbaglino e i fatti lo dimostreranno.
Non fosse altro che l’aggettivo inutile secondo me dovrebbe essere tenuto sempre molto distante dalla parola democrazia.

P.S. In bocca al lupo alla Regione Piemonte per il suo lavoro di ascolto con l’augurio che trovi tanta generosità di idee, proposte e critiche: anche quelle servono a fare le scelte giuste.

2 commenti leave one →
  1. 20 luglio 2012 7:54 am

    Vi segnalo questo sito del piano di valorizzazione culturale della Valle di Susa: è un piano bottom-up nato nel 2003 che in questi ultimi anni ha visto anche il coinvolgimento degli operatori dell’accoglienza e i consorzi turistici. Il sito presenta proposte di itinerari, ha punti di interesse georeferenziati (tra pochi giorni sarà messa on-line la versione definitiva), un calendario eventi aggironato, newsletters, e offre servizio di ufficio stampa per tutti i partner.
    http://www.vallesusa-tesori.it

    • lidiamarongiu permalink*
      20 luglio 2012 9:02 am

      Grazie Eleonora per la segnalazione!

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