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Zingales, ecco la lezione per un’Italia migliore

3 ottobre 2012

Lo Speciale Ravenna Future Lessons che con il mio socio e compagno Beppe avevamo immaginato di realizzare a settembre doveva essere esattamente come è stato: un evento che facesse riflettere tutti, giovani e anziani, studenti e imprenditori, politici di destra e di sinistra.

Devo dire che l’economista Luigi Zingales è stata una scelta davvero azzeccata per questo. Il suo libro Manifesto Capitalista (Ed. Rizzoli 2012) è ricco di indicazioni, riflessioni, proposte  e provocazioni che suonano a volte come un pugno allo stomaco.
Sentir dire frasi come “ho scelto di andare via perché vivere decentemente in Italia dicendo quello che pensi non è possibile” a me che ho scelto (ma l’ho farei ancora?) di rimanere, fanno riflettere.

Sentire che l’assenza di meritocrazia in Italia non solo obbliga i giovani a scappare ma relega le donne ad essere  delle brave segreterie a servizio di manager incompetenti e raccomandati fa venire il voltastomaco. Sentire definire l’Italia una peggiocrazia, dove ciò che permette di fare carriera è la fedeltà (al capo) e non la competenza o il talento mi porta a  sperare che mie figlie abbiamo il coraggio di lasciare questo paese e trovare la loro strada altrove. In un qualunque posto dove il limite alla loro crescita sia dato dalla loro volontà o capacità di apprendere e non dallo spessore delle raccomandazioni che potrebbero procurarsi.

Zingales allo speciale RFL ha parlato per un’ora. Generosamente con passione e lucidità ha offerto a un pubblico di oltre 180 persone una sua ricetta per rifondare il capitalismo, renderlo più giusto, più umano e più efficiente.

Gli ingredienti sono noti ma in Italia non li abbiamo mai usati o nella migliore delle ipotesi non li abbiamo combinati correttamente: scardinare i privilegi, favorire il merito,  incentivare la concorrenza, aumentare la qualità dell’istruzione, punire chi evade, premiare chi fa bene.

Probabilmente è cosi che si può provare a costruire un’Italia migliore. E ognuno di noi (nessuno escluso) può fare la sua parte. Per questo quando ho letto la dedica sul libro che Zingales ci aveva lasciato per mia figlia Giulia (che studia economia e finanza a Bologna) ho vissuto le sue parole come un  augurio per mia figlia e un “compito a casa” per me. E siccome non posso far tutto da sola la dedica la condivido con voi perché ognuno possa fare la sua parte.

Per chi non c’era ecco il video integrale della lezione di Zingales, ma leggete anche questi due articoli (uno e due) che meritano davvero.

 

 

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