Skip to content

La ragazza

6 novembre 2012

Mi ricordo che quando iniziai a lavorare come consulente ero poco poco più che una ragazza di 27 anni, ma già laureata  da quattro. Essere chiamati dottore e dottoressa in certi ambienti che frequentavo era la norma: non lo ritenevo un atto dovuto ma vedevo che tutti ci tenevano. Addirittura, lavorando per conto di alcune importanti associazioni di categoria, imparai che se uno dottore non lo era, si doveva usare ragioniere, geometra o perito: insomma un titolo ci voleva per far emergere l’interlocutore dal limbo dei “signori” qualunque.

Quando dopo qualche mese di lavoro il direttore di un’azienda prese a chiamarmi per nome io nei fu felice e lo raccontai orgogliosa al mio capo. Che però non ne fu affatto “felicemente sorpreso” e mi disse: ti sei chiesta perché ti chiama per nome dopo tre mesi e me che mi conosce da otto anni continua a chiamarmi dottore? Fu lì che capii. Fu lì che iniziai a notare che molte donne, pur ricoprendo alte cariche, venivano spesso indicate come “signora”… Beh sapete che vi dico? A me essere chiamata signora piace molto, lo trovo bello, democratico, raffinato e aggraziato. Anzi vi dirò di più. Lo preferisco anche al “dottoressa” che a volte lavorando nel settore sanità potrebbe creare qualche fraintendimento.

Però in un contesto professionale dove si decide di usare i titoli beh a quel punto deve valere per tutti, uomini e donne. Se poi un titolo l’interlocutore non ce l’ha, avrà una professione a cui fare riferimento (es. avvocato, o giudice, o giornalista…) e in mancanza di quello avrà sicuramente un nome e un cognome.

Credo però che l’ultima cosa da fare sia ricorrere al general generico “la ragazza” o “la donna”.

Vi sembrano suggerimenti inutili nella civiltà del XXI secolo dove se cerchi su google le parola “gender  studies” trovi più di 52 milioni di risultati?

Beh allora vi siete persi la puntata di in 1/2 di Lucia Annunziata di domenica 4 novembre dove si narra che due importanti professori universitari non abbiano mai avuto l’accortezza e la sensibilità di chiamare una delle più note blogger italiane semplicemente con il suo nome, Claudia Vago.

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: