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Il turismo italiano cambierà: ecco il #nuovoENIT2013

12 dicembre 2012

Nuova organizzazione, razionalizzazione delle sedi estere, sinergia e collaborazione anche finanziaria con le regioni, collaborazione con Ministero dell’Estero per aumentare e facilitare il rilascio dei visti, presa in gestione del portale italia.it orientato alla promocommercializzazione, piano strategico nazionale condiviso con tutte le venti regioni. E ancora: campagna di promozione dell’Italia sui mercati esteri, innovazione su web social media e digitale in genere.

foto TTG ITALIA

Questa in sintesi la nuova Enit per il 2013 appena presentata in conferenza stampa dal presidente Celli e dal neo direttore Babbi: una nuova ENIT “al servizio innanzitutto di Regioni e privati” per fare grande la destinazione Italia. E se il buongiorno si vede dal mattino devo dire che l’innovazione dell’Enit è prima di tutto nello stile di comunicazione e nel linguaggio ancora prima che nei contenuti, visto che posso scrivere questo post sulla base della diretta su twitter fatta con l’ashtag #nuovoENIT2013.

Stile e contenuti fanno un primo miracolo e sembra che si respiri già una nuova aria di fiducia. Forse perché non ci sono  favole da parte dell’accoppiata Celli+Babbi, niente promesse di far ripartire subito e velocemente il turismo. C’è invece molto pragmatismo e un salutare ottimismo unito al coraggio di guardare in faccia la realtà al punto tale da dire che “dalla crisi non si uscirà prima del 2014 ma le basi per farcela si gettano adesso”.

E anche se non ci sono ancora programmi dettagliati la direzione presa sembra quella giusta per far sì che l’Enit non sia più considerato “un carrozzone politico” ma una “macchina efficiente al servizio dei cittadini” e a fianco degli operatori per la promozione nei mercati.

E’ un direttore con le idee chiare Babbi, giustamente preoccupato per la grande responsabilità assunta  ma forte della sua esperienza: e allora perché non credere che questa potrebbe essere l’occasione giusta per fare del turismo un asset strategico del paese Italia? Ci contiamo tutti ma soprattutto siamo disposti tutti a fare la nostra parte.

Buon lavoro Enit.

7 commenti leave one →
  1. FRNK permalink
    12 dicembre 2012 1:19 pm

    Ben venga il cambiamento, una nuova dialettica in linea con i tempi e l’innovazione. Di strumenti ce ne sono molti a disposizione e almeno fino ad oggi, alcuni sono stati sicuramente trascurati. La visione che i nuovi vertici dell’ENIT hanno del turismo è sicuramente più confacente alle esigenze dell’Italia rispetto al passato. Non basta però, bisogna che l’intera struttura dell’ENIT risponda con adeguata professionalità e responsabilità. Sono le persone a fare la differenza nell’applicazione e diffusione delle idee e le persone devono essere impiegate secondo le diverse professionalità e competenze. Vista l’attuale distribuzione delle professionalità qualche dubbio rimane ma, chissà che con il tempo non si riesca a superare quello che ritengo un grosso deficit dell’Ente. Di certo il nuovo DG avrà molto da fare per spiegare ai suoi subordinati l’utilizzo dei nuovi strumenti oggi disponibili.

    Un buon inizio, buon lavoro !!!

  2. Filippo Donati permalink
    12 dicembre 2012 3:06 pm

    Il “Piano strategico del turismo” di cui tutti parlano ma del quale nessuno sa nulla credo stia “scuocendo”…….con una certa dose di arroganza e supponenza, degna del miglior governo politico, a nessuna associazione di categoria è stata data la possibilità di leggerne i contenuti. Al momento in cui siamo, nonostante tutti cerchino ancora di camuffare l’ansia e la preoccupazione per un altro anno durissimo, più che di Piano strategico comincerei a parlare di piano d’emergenza. Sissignori, gli alberghi ed i ristoranti hanno cominciato a chiudere definitivamente le loro porte, i bagnini con la bella aria che tira non investono più una lira……e a Roma, il Governo cinguetta con le Regioni sul piano strategico. Quando avranno azzerato le aziende ed il settore sarà in default voglio proprio vedere su cosa si appoggerà il Piano strategico. Sapete qual’è la strategia ?! Mandarli a quel paese.

  3. 12 dicembre 2012 3:07 pm

    Lidia mi unisco speranzoso all’augurio di buon lavoro per la nuova Enit e ti ringrazio per il puntuale resoconto🙂 In qualche modo penso anche io ci sarà molto da fare e condivido questo concetto totalmente “Sono le persone a fare la differenza nell’applicazione e diffusione delle idee e le persone devono essere impiegate secondo le diverse professionalità e competenze.”

    Mi ero già posto parecchie domande sul tema nel post dopo la Bto ” Where the Hell is Italy”

    http://www.portalesardegna.com/blog/turismo-e-dintorni/bto-2012-step-2where-the-hell-is-italy/

  4. Filippo Donati permalink
    12 dicembre 2012 3:10 pm

    Capitolo Enit: credo che Andrea Babbi sia l’uomo giusto al posto giusto, però……però bisogna anche far si che diventi il momento giusto. Come ?! Finanziando l’Enit e mettendola nelle condizioni di lavorare, di motivare i propri collaboratori e dipendenti. Lasciando esprimere la propria professionalità Babbi, senza preconcetti, con voglia di collaborare. Babbi ragazzi io lo vedo come l’ultimo treno, perso questo meglio chiudere. A qualcuno interessa chiudere ?!?!?!?!?!

  5. lidiamarongiu permalink*
    13 dicembre 2012 9:18 am

    Grazie a tutti per i commenti.

    Siamo in una situazione di tale drammatica crisi dove anche chi, senza fare dichiarazioni stra-ordinarie, riesce a darci un briciolo di speranza e ottimismo. Credo che tutti avessimo bisogno innanzitutto di sentire parlare una lingua che ci appartiene e nella quale ci riconosciamo e il fatto che a parlarne sia uno che il turismo lo conosce ci rincuora tutti.

    Spero però, e in questo sono d’accordo con Filippo, che l’impresa turistica torni ad essere se non al centro del discorso e della progettazione almeno uno dei tre elementi portanti della strategia di sviluppo turistico di questo paese. E’ vero che per fare bene serve conoscere il cliente finale, e io sono una forte sostenitrice della teoria che mette il cliente al centro di ogni azione e pensiero. E’ vero che serve ragionare sullo sviluppo delle destinazioni e che in questo il pubblico gioca un ruolo fondamentale. Concordo anche con chi ambisce a fare dell’Italia un modello di promozione originale e spettacolare così come sono stati capaci di fare altri paesi come Australia, Perù, Islanda o Svizzera.
    Se però in tutto questo lasciamo indietro gli operatori e le imprese non faremo comunque un buon lavoro. il risultato sarebbe che avremmo investito tutte le nostre risorse per fare la pubblicità di un prodotto che però ci siamo dimenticati di mettere in produzione.

  6. 13 dicembre 2012 11:08 am

    Esattamente Lidia, da ricordare e ripetere più volte, la promocommercializzazione di un prodotto che non esiste o in ogni caso mediocre, è controproducente e nel lungo periodo dannosa. Se ricordi fu anche una domanda fatta alla Bto alle varie APT regionali. Concordo sull’approccio dell’ascolto in fase di progettazione che non a caso è centrale non solo nella tecnologia ( UX) ma anche in altri settori.

  7. 13 dicembre 2012 11:55 am

    Ieri sera ho ascoltato Babbi a Pisa al convegno Destinazione Italia, mi ha fatto un’ottima impressione, parole chiare e un segno deciso di cambiamento rispetto al passato. Ha anche detto (ha fatto il gesto) che non vede l’ora di “fare un mazzo cosi” ai nostri competitor che ci sottragono turisti!

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