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5 fatti importanti che cambieranno il futuro del turismo italiano

19 febbraio 2013

Mai come negli ultimi mesi il dibattito sul futuro del turismo italiano è stato a mio parere così ricco di novità, riflessioni, contenuti e nuove opportunità. Voglio riepilogare alcuni passaggi importanti.

1. Per la prima volta l’Italia può contare su un piano strategico nazionale che analizza e prende atto con lucidità dei punti di debolezza e individua strategie e azioni per risolverle. Nonostante alcuni autorevoli giudizi negativi, il  piano ha il pregio di “non essere scritto sul marmo” come ha dichiarato Gnudi alla BIT, quindi si può anche cambiare. Ma intanto c’è e abbiamo un punto fermo sul quale, chi vuole può anche dissentire e contro-proporre.(del Piano ho scritto anche qua)

2. Abbiamo un nuovo ENIT: un nuovo presidente e un nuovo direttore che con determinazione hanno avviato un lavoro non facile che ha come primo obiettivo farci dimenticare quello che l’ENIT è stato sinora. Anche qui  non sarà facile ma i segnali di rinnovamento ci sono forti e chiari.

3. Il PD, unico partito in Italia, ha organizzato una conferenza nazionale interamente dedicata al turismo: molti spunti, proposte, richieste precise e spazio ai contributi dal basso. Un buon segnale anche se a me piacerebbe capire meglio se e in quale misura il PD intende portare avanti il piano turistico triennale.

4. E’ nato sul web un movimento dal basso “Noi votiamo per il turismo” che ha aggregato migliaia di operatori  che chiedono a gran voce che i partiti dichiarino insieme al loro programma chi pensano di nominare come Ministro del Turismo. L’istanza può essere condivisibile o no ma intanto se un gruppo nato dal basso aggrega più di 20.000 persone, non può essere considerato un fatto da trascurare.

5. Una Regione italiana, la Liguria, inaugura un nuovo modo di progettare lo sviluppo turistico del suo territorio scegliendo di definire il piano turistico triennale con la partecipazione e l’ascolto di operatori, istituzioni e cittadini. Un anno di lavoro con la metodologia di lavoro bottom-up con cui l’Assessorato al Turismo della Liguria ha creato partecipazione, praticato ascolto, ridistribuito responsabilità e rimesso al centro delle scelte di sviluppo persone e imprese.

A mio parere siamo di fronte a cinque eventi importanti che possono cambiare davvero il futuro del turismo italiano e che ci invitano a considerare il turismo come un settore fatto di persone da ascoltare, decisioni da prendere, politiche da attuare, risorse da destinare avendo chiari problemi da risolvere  e visione e strategia da attuare.

Sono cinque fattori attraversati da un fil rouge fatto di valori e di finalità che accomunano il bisogno e i desideri degli operatori, con il dovere e le finalità delle istituzioni. Un fil rouge che si ritrova anche nel Manifesto dei valori e delle Finalità del turismo, redatto dall’Assessorato al turismo della Regione Liguria in collaborazione con gli operatori del suo territorio e oggi aperto alla sottoscrizione di tutti quelli che pensano che il turismo sia un’opportunità di crescita economica, culturale e sociale irrinunciabile.

Se vuoi puoi leggerlo qui e se sei d’accordo sottoscriverlo.

One Comment leave one →
  1. luciano tonini permalink
    20 febbraio 2013 10:03 am

    mi fa piacere sentire le novità sarei più contento si passasse ai fatti

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