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La difficoltà di fare impresa in Sardegna ha messo radici nella lingua parlata degli startupper

12 aprile 2013

Sto ascoltando in streaming live gli interventi all’evento di presentazione ufficiale di Tiscali Open Campus nato con l’obiettivo di offrire “programmi di accelerazione per startup digitali, spazi di coworking e un ricco calendario di eventi per tutti gli appassionati d’innovazione e creatività.”

Ascolto gli interventi dei dieci startupper in programma con molto interesse: belle idee, belle aziende alcune che lavorano già da diversi anni. Tutti molto simili agli startupper che ho incontrato in altri contesti qui in Emilia-Romagna come Westarter o i vari Barcamp o eventi che ho occasione di frequentare.

Ma in qualcosa questi startupper sardi sono diversi da tutti gli altri.
Tutti sono segnati dalla fatica e dalle difficoltà di fare impresa in Sardegna. E questo lo denunciano soprattutto nel linguaggio, nelle parole che usano. E’ come se la fatica e le difficoltà che vivono quotidianamente abbiano preso dimora nel loro parlato, messo radici in un linguaggio in cui le parole difficile, difficoltà, sacrificio, rinuncia, delusione, sfortuna, vicolo cieco, sfiducia danno la misura di quello che ogni giorno devono affrontare. 

E così le startup sarde non nascono solo “da desideri o intuizioni”, ma “dalla sfida e dalla volontà” di voler dimostrare che si può fare innovazione rimanendo in Sardegna. così capisci che decidere di fare impresa in Sardegna è “una battaglia, una sfida epocale” non solo un progetto che prende corpo.  Il fare rete è considerato un obiettivo da raggiungere, non la base da cui partire.

Ma nonostante tutto, queste imprese ci sono.
Nonostante tutto anche in Sardegna gli startupper ce la fanno.
E forse proprio per la difficoltà in cui nascono queste imprese sono destinate ad essere più resilienti di altre. Chapeau

p.s. A proposito di difficoltà di fare impresa in Sardegna varrà la pena fare anche una riflessione sulla scarsa presenza delle donne nel panel, 1 startup su 10. Ma questo è un altro post

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