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Raccontare l’Europa con lo storytelling

1 giugno 2013

Che cosa è l’Europa per voi? Per rispondere a questa domanda probabilmente abbiamo bisogno di pensare a chi ci ha raccontato per la prima volta l’Europa, quale storia ha maggiormente influito su percezione e giudizio che via via abbiamo maturato.

Se quindi molti di noi hanno una percezione negativa o una percezione parziale la responsabilità sta anche nella pessima comunicazione che ha sempre caratterizzato la comunicazione dell’Europa e nelle storie che ci hanno raccontato.

Del resto non è certo facile raccontare l’Europa: lo ha spiegato molto bene la giornalista Adriana Cerretelli , giornalista e corrispondente da Bruxelles per Il Sole24Ore, in un bellissimo panel del Festival dell’Economia di Trento organizzato dall’Osservatorio di Storytelling.

“L’Europa è una realtà metafisica, un sogno incompiuto dove i fattori identitari oltre che linguistici rendono la comunicazione molto difficile” ha spiegato la Cerretelli. Per dare un’idea di tale complessità la giornalista ha fatto l’esempio di come la parola Debito in tedesco racchiuda anche il significato di colpa e peccato, mentre la stessa parola in greco racchiuda il significato di fiducia e speranza. Come non pensare che la lingua sottenda anche un diverso atteggiamento?

Serve quindi trovare un modo nuovo per raccontare l’Europa anche perché sino ad ora ha prevalso solo il racconto economico e per giunta un racconto economico parziale perché fortemente incentrato sull’euro.
Secondo Alessandra Cosso, studiosa ed esperta di narrazione copionale e identitaria, la tecnica dello storytelling può essere molto importante per costruire una narrazione diversa e quindi un atteggiamento diverso verso l’Europa. In particolare la tecnica, secondo la Cosso, dovrebbe essere applicata per sviluppare e risolvere la tensione drammatica alla base del racconto dell’Europa che contrappone NOI agli ALTRI.

Detto in altre parole c’è da raccontare in modo nuovo l’Europa ma c’è anche da decidere se questo racconto parla di noi o degli altri.

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