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Cosa è l’artigiano in Italia? Lo racconta Stefano Micelli a Cna Next #manifatture

8 novembre 2013

Stefano Micelli, autore di Futuro Artigiano apre Cna Next a Firenze e fa il punto su cosa è e non è la figura e il ruolo dell’artigiano in Italia.

Lezione 1: artigiano non è solo piccola impresa.
I primi a rendersene conto sono stati i campioni del lusso, che hanno iniziato a promuovere una nuova visione culturale dell’artigianato e hanno ridato lustro alla parola “artigiano”.
Carlo Molteni, icona del lusso e patron del gruppo lombardo afferma: futuro di questa industria è l’artigianato.

Lezione 2: artigiano non è solo impresa locale
C’è stato a lungo un filone di pensiero che sosteneva l’idea dell’artigiano legato a un territorio: il genius loci capace di ricreare attorno a sè un’atmosfera industriale. Ma poi abbiamo visto artigiani globali, giovani che hanno lasciato la loro terra e si sono inventati un mestiere artigianale guardando a un mercato globale. È il caso ad esempio di Ela Siromascenko, 29 anni rumena che vive a Milano e che ha creato è Elochka, sartoria che esporta soprattutto all’estero vendendo su Etsy. http://www.etsy.com/shop/ElochkaHandmade

Lezione 3: Artigiano non è solo tradizione
È vero l’Italia ha un grande patrimonio culturale e di tradizioni da valorizzare ma non è l’unico bacino al quale gli artigiani possono attingere. Si può esser artigiani anche in ambiti molto innovativi come quello della tecnologia.
Massimo Banzi è un artigiano italiano che ha abbracciato la filosofia “open hardware” inventando Arduino. Un percorso molto artigianale, si spera più fortunato di quello intrapreso a suo tempo dall’artigiano Meucci.

In questo contesto che destino avrà l’artigianato? Che ruolo devono esercitare le associazioni per la rappresentanza? Cosa bisogna chiedere alla politica?
Per alcuni il lavoro artigiano è un propulsore per la crescita economica, per altri è un un elemento di arretratezza. A riguardo dobbiamo domandarci: siamo abbastanza formati? Siamo in gradi di competere nel mondo? Quale idea di innovazione abbiamo?
Il confronto sul ruolo dell’artigiano nella crescita economica del paese dovrebbe basarsi su tre parole-concetti chiave: #capitale umano # internazionalizzazione #innovazione

Per ciascun argomento dobbiamo riflettere e costruire proposte adottando modelli di pensiero diversi che non siano basati non su contrapposizioni ma su contaminazioni.
Ad esempio In passato abbiamo contrapposto old economy a new economy dicendo che la seconda fondata sul digitale avrebbe sostituito la prima: invece non è forse più sensato pensare, oggi, che nasca un’economia ibrida, dove il digitale contamina e innova la manifattura tradizionale?

Ancora. Se iniziassimo a pensare che la cultura tecnica e quella del digitale devono incontrarsi e fondersi in spazi nuovi non saremmo più propensi a immaginare e investire nella creazione di nuovi spazi come i fablab, luogo naturale della fusione tra cultura manuale e digitale?

In tutto questo cambia anche il ruolo di chi deve rappresentare le imprese.
Non c’ è più in gioco per CNA “un’idea di rappresentanza degli associati”, ma un’idea di futuro del paese in cui possano crescere i nuovi imprenditori da rappresentare.

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