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L’agenda digitale di Ravenna: il mio auspicio è che sia anche una agenda umana.

18 settembre 2013

La definizione di agenda umana non è mia, l’ho presa in prestito da Luca De Biase che qualche giorno fa nel suo blog ha pubblicato una storia che offre “una visione chiara, netta e fattuale del significato umano dell’agenda digitale.”

Ecco io non avrei saputo definire meglio il senso e le aspettative che ho per l’agenda digitale della mia città e per questo sintetizzo così: spero che l’agenda digitale di Ravenna sia un’agenda umana.

Umana, perché costruita dalle persone per le persone con un processo partecipativo e dal basso: bello che il giorno stesso dell’annuncio in conferenza stampa sia online il sito partecipativo www.agendadigitaleravenna.it dove tutti possono scrivere il loro contributo e opinione.

Umana, perché  l’agenda digitale non deve essere incentrata sulla tecnologia ma sull’uso che le persone possono fare della tecnologia per migliorare la loro vita.

Umana, perché deve essere pensata e studiata pensando alle persone che ci saranno domani e non solo a quelle che possono dire la loro opinione oggi.

Umana, perché anche quando si parlerà di open data bisognerà pensare che i dati liberati non sono solo un atto di trasparenza ma un modo per migliorare la qualità di vita delle persone e dei territori. Leggi tutto…

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Mydestination140: anche le guide turistiche possono nascere dal basso

25 luglio 2013

Rinunciare alla guide verdi del Touring Club o alle più famose Lonely Planet per molti di noi sarà assolutamente impossibile. Ci sono intere generazioni che prima di partire davvero per le capitali europee hanno “viaggiato” sfogliando le pagine delle guide turistiche, annotando posti da visitare e attrazioni da non perdere per nessuna ragione al mondo.

Oggi ognuno di noi può produrre un tassello di informazioni che assume il senso di guida turistica. Ognuno di noi ha il “potere” di influenzare il viaggio degli altri, fornire un consiglio o un giudizio  che poi modificherà le scelte di tanti altri viaggiatori e turisti. Si fa tutti giorni più o meno consapevolmente twittando commenti entusiasti su tramonti e albe dei nostri luoghi di vacanza, postando foto dei piatti che ci hanno deliziato nei ristoranti, segnalando eventi o commentando musei e monumenti durante le nostre visite culturali.

E allora come fare per non disperdere tutti questi contenuti “prodotti dal basso” da cittadini e turisti che più o meno consapevolmente fungono da guide turistiche per milioni di persone?

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Ravenna smart city? Ne parliamo il 5 luglio con Michele Vianello

4 luglio 2013


Di smart city e di agenda digitale a Ravenna ancora ho sentito parlare davvero poco. Ma, per quel che riesco a captare in giro, c’è molta curiosità e tanto interesse. Io aggiungo che secondo me ci sarebbe anche un gran bisogno, anche perché una Ravenna più smart potrebbe essere molto più appetibile per il turismo, per le imprese, per i cittadini e per i giovani studenti (quelli che vengono e quelli che invece non vedono l’ora di andarsene).

locandina vianello 5 luglio agora Leggi tutto…

Raccontare l’Europa con lo storytelling

1 giugno 2013

Che cosa è l’Europa per voi? Per rispondere a questa domanda probabilmente abbiamo bisogno di pensare a chi ci ha raccontato per la prima volta l’Europa, quale storia ha maggiormente influito su percezione e giudizio che via via abbiamo maturato.

Se quindi molti di noi hanno una percezione negativa o una percezione parziale la responsabilità sta anche nella pessima comunicazione che ha sempre caratterizzato la comunicazione dell’Europa e nelle storie che ci hanno raccontato.

Del resto non è certo facile raccontare l’Europa: lo ha spiegato molto bene la giornalista Adriana Cerretelli , giornalista e corrispondente da Bruxelles per Il Sole24Ore, in un bellissimo panel del Festival dell’Economia di Trento organizzato dall’Osservatorio di Storytelling. Leggi tutto…

Gnomicidio? Ma siamo diventati tutti matti!

30 maggio 2013

Ikea ha lanciato la sua campagna di promozione degli arredi da giardino con un video (per me molto divertente) in cui una coppia fa posto ai nuovi arredi liberandosi dei classici nani da giardino. Quelli che, per intenderci, si trovano in moltissimi giardini in alcuni casi accompagnati anche  da una scolorita Biancaneve che lotta tra erbacce e insetti per 12 mesi l’anno.

ikea spot nani da giardino

Il video IKEA , già soprannominato lo Gnomicidio,  ha scatenato una bufera di critiche. Infatti a quanto pare l’eliminazione degli gnomi è un atto di violenza che urta la sensibilità di molte persone tanto che sembra siano tanti quelli che si stanno schierando dalla parte dei nani (da giardino, però). Leggi tutto…

Analisi della Svizzera sulle pagine Facebook di 48 destinazioni turistiche: Italia non pervenuta.

15 maggio 2013

eTourism Monitor (l’Osservatorio sul turismo della Svizzera realizzato da ES-SO Valais) ha pubblicato qualche giorno fa un’analisi comparativa sulle pagine Facebook di 48 destinazioni turistiche del mondo. I paesi analizzati appartengono a tutti i continenti, ma l’analisi fa un focus specifico sull’Europa.

La ricerca è stata sollecitata anche dal fatto che proprio a maggio la pagina Facebook della Svizzera ha raggiunto il ragguardevole numero di 500.000 fan (https://www.facebook.com/MySwitzerland) e così forse agli svizzeri è venuta voglia di pubblicare un po’ di dati che per mostrare il loro buon posizionamento: nella classifica, guidata dall’Australia con oltre 4.6 milioni di fan, la Svizzera figura infatti al 10° posto (analisi realizzate con BrandKarma).

NTO Facebook

Decisamente un bel risultato anche perché sino a non molto tempo fa la Svizzera competeva per numero di fan con destinazioni molto più piccole, ma molto brave sui social, come ad esempio la Toscana (che però è appunto una regione non una nazione). Leggi tutto…

Fatevi del bene, leggete il libro “Non so niente di te”

5 maggio 2013

Ci sono libri talmente belli che ne parlerei per giorni.  Non so niente di te di Paola Mastrocola è uno di questi.

Metti che un giorno scopri che tuo figlio che hai mandato a studiare all’estero sin da ragazzino per prepararsi a un vita di grande prestigio sociale ed economico, al culmine dei suoi copertina-non-so-niente-di-testudi va a tenere una conferenza in uno dei più prestigiosi college di Oxford portandosi dietro un gregge di centinaia di pecore. Metti che provi a cercarlo per avere spiegazioni e che nonostante mail e cellulare tu non riesca a parlarci per giorni o forse per mesi. Metti che, dopo qualche notte insonne, scopri che tuo figlio il master alla London School of Economics non lo ha mai finito e che il dottorato alla Stanford che dovrebbe concludere a giorni in realtà non lo ha mai iniziato. Che fai caro genitore, dimmi che fai?

Fai che non ti dai pace e provi a rintracciarlo questo tuo figlio modello. Questo figlio che in realtà ti ha mentito per anni raccontandoti una vita che non ha mai fatto, ma che ha mentito per proteggere te genitore da te stesso, dalla tua incapacità di accettare di avere un figlio che sceglie una vita che non avevi previsto. Perché come dice Filippo Cantirami voi genitori “siete sempre così scontenti…Così incontentabili. Siete così privi di curiosità, voi genitori… sembra che conosciate già tutto, che sappiate al millesimo che fine farà ogni cosa, ogni figlio…Non vi lasciate sorprendere. Non prevedete neanche la possibilità di una sorpresa. Peccato. Vi private di una grande felicità”.

E tra le pieghe del viaggio dei suoi genitori e di sua zia Giuliana alla ricerca di Filippo, che si svela la storia di un giovane che aveva avuto tutto dalla vita tranne la possibilità di decidere se quel che era diventato e stava facendo era davvero ciò che voleva. Tra prati dell’Oxfordshire, pecore e teorie economiche, cause e possibili cure della crisi economica degli ultimi anni, la Mastrocola ci guida con ironia e leggerezza in una storia che io ho vissuto due volte: con lo sguardo preoccupato di madre e con lo spirito di rivalsa della figlia.  E in un caso e nell’altro ho imparato cose semplici ma per niente scontate.
Ad esempio che ognuno di noi ha il diritto di decidere cosa fare della propria vita e non di quella dei figli. E che le vite dei figli sono un proseguo di una storia iniziata tanto tempo fa che i nostri figli hanno diritto di scrivere riservandosi la possibilità di cambiare luoghi, personaggi, panorami e colori. L’unica cosa che ci deve importare è che, se saremo fortunati, sarà una storia felice di cui non conosceremo mai la fine.